Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Idraulico forestali, la sceneggiata napoletana della giunta Caldoro

Padula – se la questione non interessasse direttamente centinaia di lavoratori che rischiano seriamente il posto di lavoro, potremmo quasi parlare di “sceneggiata napoletana”.

Napoletana perché è nei palazzi del potere regionale che si sta consumando una vera e propria farsa a scapito degli idraulico forestali delle comunità montane. I venti enti montani regionali, a seguito dell’approvazione della Legge Finanziaria 2011, approvata con la fiducia posta dal governatore Caldoro lo scorso febbraio, sono all’opera per imbastire i vari progetti da presentare a finanziamento attraverso i bandi delle misure 226 e 227 del PSR, Piano di Sviluppo Rurale. In tale contesto emergono quindi tutte le incoerenze e le anomalie che gli stessi bandi mostrano in virtù di un utilizzo degli operai a tempo determinato, OTD, e per gli uomini del servizio antincendio boschivo, AIB, che se non riassunti in tempo utile non potranno garantire il servizio la prossima stagione estiva, oramai alle porte. Al momento, così come evidenziato dal responsabile nazionale UNCEM forestazione, Enzo Luciano, sono in istruttoria decine di progetti sulle misure 226 e 227, da parte delle comunità montane per cogliere la possibilità, prevista in finanziaria, di poter effettuare i lavori in economia, utilizzando i lavoratori forestali sia OTD che OTI. Ma è qui che emergono con forza molteplici problematiche. Innanzitutto la necessità di ridefinire il prezzario regionale di riferimento, al fine di meglio tener conto delle categorie previste per i lavori in economia; quindi la possibilità di individuare una qualche premialità, o comunque una riserva, a favore degli enti montani in considerazione che delle stesse misure possono beneficiare, oltre alle comunità montane, anche i comuni e le province. Un problema certamente non secondario vista l’esiguità delle risorse disponibili per le stesse misure. Infine, e non da ultimo, la perentoria necessità di ridurre i tempi dei necessari iter autorizzativi per i singoli progetti che, come da norma, coinvolgono le soprintendenze, il settore ambiente, il genio civile, ecc. Insomma un lungo peregrinare tra la burocrazia dei singoli enti che rende assolutamente incompatibili i tempi di rilascio delle autorizzazioni con i tempi previsti dal PSR. Da qui la proposta lanciata da Enzo Luciano che vede necessaria l’istituzione di una conferenza permanente, coordinata dal dirigente del settore foreste, il dottor Lombardo, che vada a monitorare questi problemi e quindi ad accelerare la tempistica. In tutto questo però emerge una ulteriore incongruenza che rende quindi la vicenda verosimilmente paragonabile ad una sceneggiata. Le risorse del PSR infatti, sono comunque aggiuntive delle risorse ordinarie occorrenti alla forestazione, in totale circa 120milioni di euro allo scorso 31.12 2010, e ad oggi non è dato conoscere quanto invece sia stato appostato dalla Giunta regionale per tale finalità. Occorre quindi conoscere esattamente la quantità di risorse che la Regione ha comunque inteso assegnare agli enti montani come  risorse ordinarie anche perché, fino a quando non andranno a regime le risorse relative ai progetti presentati sul PSR, bisognerà comunque far fronte ed assicurare la copertura delle spese in corso, oramai con un arretrato al 1°gennaio 2011. Ad oggi quindi una sola certezza: le comunità montane si stanno assumendo la responsabilità di continuare a mantenere in servizio i lavoratori forestali senza nessuna sicurezza di risorse e con notevoli ritardi di spettanze già maturate e non ancora corrisposte. Dietro l’angolo quindi, non solo la sospensione di attività fondamentali per la cura, la prevenzione e la salvaguardia dei territori montani, ma soprattutto centinaia di lettere di preavviso di licenziamento che per ora, ma solo per ora, giacciono negli uffici di protocollo degli enti, in attesa di invio. Infine, la ciliegina sulla torta, occorre sottolineare che il percorso intrapreso qualche anno fa dalla stessa Regione Campania, in merito alla stabilizzazione dei lavoratori forestali, pone gli stessi operai come soggetti inquadrati dal Contratto Nazionale di Lavoro di natura privatistico, tra l’altro rinnovato tra le parti lo scorso dicembre 2010, con la spesa degli stessi che va a gravare sui bilanci regionali in relazione della funzione delegata alle comunità Montane per la forestazione. Ergo, i lavoratori forestali non possono essere inquadrati o annoverati nel personale del pubblico impiego e quindi non possono essere soggetti  alle limitazioni imposte dal patto di stabilità e quindi al blocco del turnover. Insomma un bel casino quello in cui si è andato a cacciare la Giunta regionale e che con il passare del tempo assume tutti i tratti della “sceneggiata napoletana”.