Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

ICI IMU TASI ecc.. la definizione dei tributi locali

di Francesco Paolo

Il sistema delle sanzioni di carattere penale e amministrativo in ambito tributario è stato riformato, da ultimo, con il D.Lgs. 158/2015. Inizialmente la sua entrata in vigore era stabilita al primo gennaio 2017. Esigenze di opportunità (e di cassa, forse) hanno però fatto si che la decorrenza della riforma fosse anticipata, al primo gennaio del 2016. Questa riforma ha avuto ripercussioni non trascurabili anche sull’istituto del ravvedimento operoso modificandolo in diversi punti. In estrema sintesi, il ravvedimento operoso può essere definito come quello strumento che il legislatore mette a disposizione del contribuente per rimediare “volontariamente” alle violazioni commesse in ambito tributario, tra cui, anche l’omesso o insufficiente versamento dei tributi dovuti. Il ravvedimento opertoso, inoltre, è applicabile anche all’ambito dei tributi locali, ossia quei tributi che sono gestiti dai comuni e nelle cui casse sono destinati a finire i pagamenti fatti dai contribuenti. Per Tributi Locali, naturalmente, si intende in modo particolare l’IMU (l’imposta dovuta sul possesso degli immobili), la TASI (la tassa sui servizi indivisibili) e la TARI (inerente la spazzatura) che, tutti insieme, vengono definiti con la sigla IUC (Imposta Unica Comunale). Va evidenziato, però, che per il ravvedimento operoso previsto per i tributi locali vi sono sostanziali differenze rispetto a quello previsto per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate soprattutto per quanto riguarda i limiti temporali entro i quali è applicabile. Cerchiamo di capire ora l’ambito applicativo del ravvedimento. Normalmente la sanzione per gli omessi o insufficienti versamenti, sia per i tributi locali che per le altre imposte, è pari al 30% dell’importo non versato con riduzione a 15% per i versamenti eseguiti nei primi 90 giorni dopo la scadenza. Chi però ha omesso di versare o ha versato in misura insufficiente, i tributi locali dovuti (ed in particolare le rate dell’IMU, TASI o TARI) entro le scadenze stabilite, può sanare la propria posizione utilizzando il ravvedimento operoso (disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997). Altrimenti può aspettare che l’Ente proceda all’accertamento e all’emissione della cartella esattoriale con la sanzione piena del 30%. Il ravvedimento è conveniente perchè permette di versare il tributo omesso e una sanzione ridotta rispetto a quella piena. Le sanzioni applicabili, riccorrendo al ravvedimento operoso, sono differenziate in base al tempo trascoro dalla scadenza naturale a quanto si effettua il versamento.

Riassumento: le sanzioni con il ravvedimento sono le seguenti: Il Pagamento dal 1° al 14° giorno dopo la scadenza, si può definire versando, oltre naturalmente al tributo non pagato alla scadenza, la sanzione dello 0,1% per ciascun giorno di ritardo, con una sanzione massima di 1,4% se ci si ravvede il 14° giorno. Con pagamento dal 15° al 30° giorno si sana la propria posizione con una sanzione dell’1,5%. Pagando dal 31° al 90° giorno, la sanzione per il ravvedimento è dell’ 1,67%. Se il pagamento avviene oltre il 90° giorno ma comunque entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, la sanzione da applicare è pari al 3,75%. Oltre tale termine le sanzioni ritornano ad essere ordinarie pari al 30% del tributo evaso. Non è applicabile per i tributi locali, il c.d. ravvedimento lunghissimo che consente di ravvedersi anche dopo 1 anno e fino a 5 anni. Quest’ultimo è applicabile solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Ma non è finita qui. Sanare la propria posizione debitoria con il fisco attraverso il ravvedimento operoso comporta che oltre a versare il tributo omesso e la sanzione calcolata con le modalità suddette, è necessario versare anche gli interessi calcolati al tasso annuo legale per ogni giorno di ritardo. I tassi legali applicabili per il 2015 e il 2016 sono i seguenti: anno 2015 – tasso legale 0,5%; anno 2016 – tasso legale 0,2%.