Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I pesi e le misure della morale politica in Italia. La vicenda “Tempa Rossa”.

di Lorenzo Peluso.

guidi

Tra pochi giorni sarà il 31 marzo. Un anno esatto dal primo vero scandalo che ha interessato l’esperienza di governo di Matteo Renzi. Era infatti il  31 marzo del 2016 quando veniva alla luce l’inchiesta della procura di Potenza sullo smaltimento di rifiuti nell’impianto Eni di Viggiano, in Val D’Agri. Un terremoto politico giudiziario; sei arresti. La procura di Potenza aveva lavorato in silenzio per ben due anni. Una serie di intercettazioni telefoniche, del dicembre 2014, chiamavano in causa l’allora ministro Federica Guidi. Quello scandalo in realtà non portò solo alle dimissioni della Guidi da ministro, di li a poco infatti la stessa manager interrompe anche la sua relazione sentimentale con il suo compagno, Gianluca Gemelli, al centro dell’affaire. Tutto ruota intorno ad una telefonata intercettata tra la Guidi e Gemelli che mirava ad una serie di interessi economici, appalti per oltre due milioni di euro, proprio in Val D’Agri. Un emendamento che sarebbe stato inserito nella Legge finanziaria in fase di approvazione che avrebbe consentito di accontentare le mire del fidanzato. nell’intercettazione telefonica degli inquirenti la Guidi riferisce al compagno che anche la ministra Maria Elena Boschi era d’accordo sull’inserimento dell’emendamento. Dalle intercettazioni telefoniche della Polizia di Potenza agli atti del processo, si evince che, l’allora fidanzato del Ministro Guidi, Gemelli, appresa la notizia chiama subito il rappresentante della Total: “La chiamo per darle una buona notizia..ehm.. .si ricorda che tempo fa c’è stato casino..che avevano ritirato un emendamento…ragion per cui c’erano di nuovo problemi su Tempa Ross … pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al senato..ragion per cui..se passa…e pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni…(…) se passa quest’emendamento… che pare… siano d’accordo tutti…perché la boschi ha accettato di inserirlo… (…) è tutto sbloccato! (ride ndr)…volevo che lo sapesse in anticipo! (…) e quindi questa è una notizia…”. Inutile persino commentare. Il processo infatti prosegue e la verità giudiziaria verrà fuori nelle aule del tribunale di Potenza. Dal punto di vista della morale, per quanto riguarda Federica Guidi, occorre osservare come sia stata solo lei a pagarne le conseguenze. Infatti, se dall’inchiesta,  nonostante dal punto di vista penale, il suo coinvolgimento è assolutamente irrilevante, dal punto di vista politico quella rete di interessi ha fatto pagare il conto solo alla Guidi. Lei si dimise con immediatezza, la Boschi ha continuato fino alla fine del governo Renzi ed anzi è stata addirittura premiata con un nuovo incarico nel governo Gentiloni. Intanto l’inchiesta va avanti e nei giorni scorsi i pm di Potenza,  hanno chiesto il rinvio a giudizio per le 58 persone e le dieci società coinvolte nell’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata.