Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I perseguitati per la fede. Anche i cristiani, almeno 245 milioni nel mondo.

di Lorenzo Peluso.

Incredibile, ma è così. Ci può ancora essere al mondo una persecuzione legata alla fede? Certo, c’è. Anche i cristiani, che oggettivamente sono una minoranza nel mondo, diversamente da quanto siamo soliti immaginare, sono perseguitati. Si calcolano in 245 i milioni i cristiani perseguitati, sostanzialmente 1 cristiano su 9 subisce un alto livello di persecuzione a causa della sua fede in diverse regioni del mondo. Dove ? Sono Corea del Nord, Afghanistan e Somalia i paesi in cui la perscuzione dei cristiani è la più efferata. L’organizzazione Porte Aperte ha pubblicato la World Watch List 2019 che riguarda un’ indagine fatta fra il novembre 2017 e l’ottobre 2018. Il primato anticrsitiano dunque tocca alla Corea del Nord che nonostante l’avvio dei negoziati col vertice Trump-Kim Jong un, non mostra segnali di miglioramento.  Detiene nei campi di lavoro fra i 50 e i 70 mila cristiani per motivi legati alla loro fede. Il principale responsabile della persecuzione nella Corea del Nord è lo Stato. Per tre generazioni tutto nel paese si è concentrato sulla venerazione della famiglia Kim. Ma la persecuzione va molto al di là dei confini degi stati dichiaratamente ostili ai cristiani, il terrorismo ha molto spesso radici religiose che infiammano a più riprese l’Egitto come i territori di guerre e guerriglie in cui si è esibito lo stato islamico in sira e d iraq. Un incendio permanente. Vi è poi un altro paese, la Repubblica islamica dell’Afghanistan, che non permette a nessun cittadino afghano di diventare cristiano, né riconosce i convertiti come tali. La conversione è considerata apostasia. I Talebani hanno anche aumentato il loro controllo su alcune aree del paese ed esercitano un’influenza crescente. L’antagonismo etnico poi chiude uno scenario tanto articolato quanto tragico. In questa strana classifica, al terzo posto, si piazza la Somalia, dove l’unica comunità cristiana superstite considerata in questa analisi è quella dei cristiani ex musulmani. Sono un bersaglio di al-Shabaab e spesso vengono subito giustiziati appena scoperti. Al-Shabaab considera la sharia, cioè la legge islamica, come base per regolare tutti gli aspetti della vita in Somalia. Il 61% della popolazione mondiale vive in Paesi in cui non vi è rispetto per la libertà religiosa, nel 9% delle nazioni nel mondo vi è discriminazione, e nell’11% degli Stati vi è persecuzione. In 17 paesi dei 38 Stati considerati si registrano violazioni della libertà religiosa e la situazione peggiora giorno dopo giorno. In altri, quali appunto la Corea del Nord, Arabia Saudita, Nigeria, Afghanistan ed Eritrea, la situazione è  invariata, perchè è talemente grave da non poter peggiorare. In Siria ed Iraq la situazione è leggermente migliore, grazie al forte arretramento dell’Isis. A questo fenomeno si aggiunge poi l’aumento del nazionalismo aggressivo ai danni delle minoranze, degenerato a tal punto da poter essere definito ultra-nazionalismo. Vi è poi il caso eblematico dell’Egitto dove un’altra piaga affligge la comunità cristiana: il rapimento e la conversione forzata all’Islam di adolescenti, ragazze e donne. Almeno sette ragazze copte sono state rapite e convertite nell’aprile del 2018. La stessa sorte spetta ogni anno a circa 1000 ragazze cristiane e indù in Pakistan. L’amara costatazione che la fede religiosa più perseguitata al mondo è sempre quella cristiana.