Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I Giovani Imprenditori di Confindustria e la situazione economica dell’Italia

redazione

Àngel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), è intervenuto il 2 aprile all’Università Luiss a una conferenza organizzata assieme ai Giovani Imprenditori di Confindustria per approfondire la situazione economica dell’Italia: “Il Pil pro capite italiano – ha spiegato – non è variato molto dal 2000 ad oggi. C’è stata la più grave crisi economica della nostra vita, non paragonabile neanche a quella degli anni ‘30. Negli ultimi mesi la crisi si è accentuata nel mondo, soprattutto in Europa. C’è una caduta dell’Italia corrispondente anche alla caduta della Germania, due economie molto vincolate tra loro”. I maggiori problemi evidenziati, ossia la disparità di reddito, la difficoltà a creare un salario minimo per le eccessive differenze regionali, il debito pubblico oltre il 130% del Pil, una spesa pubblica tra le più alte d’Europa (oltre il 28% del Pil), sono stati i temi introdotti dal segretario e approfonditi anche da Mauro Pisu, Responsabile Desk Italia Ocse: “Sono tre le categorie sulle quali si deve intervenire: accelerare e rendere inclusiva la crescita economica, affrontare le disparità sociali e regionali e migliorare gli investimenti pubblici e le politiche di sviluppo. L’economia si stava lentamente riprendendo, ma il Pil reale è tornato oggi a livelli troppo bassi. Una situazione unica, con la Grecia” spiega il segretario. Analoghi temi sono stati evidenziati dai Giovani Imprenditori di Confindustria. Queste le parole del vicepresidente Nicola Altobelli: “Molte ricette suggerite al governo dall’Ocse sono in linea con quanto proposto dai giovani di Confindustria. Ci auguriamo quindi di avere più peso con l’interlocutore politico, felici di aver trovato questa sponda solida e conforme alle nostre idee. Perché l’Italia si è fermata? Perché siamo molto legati all’export e la situazione geopolitica è cambiata, si è perturbato ulteriormente il clima. Abbiamo necessità di rimetterci a lavoro con i partner europei, ma prima facciamo bene i compiti a casa”.