Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I danni li fanno le grandi banche, ma il governo mette nel mirino le banche piccole del Sud

di Lorenzo Peluso.

I danni li producono le banche di grandi dimensioni, vedi la Popolare di Bari per citarne una, ma la politica mette sotto accusa le piccole banche del territorio, quelle che lavorano gomito a gomito con le famiglie e le imprese. E’ la stranezza della classe politica italiana, inadeguata e, mi permetto di dire, incompetente. le esternazioni a riguardo del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ne sono la riprova. Nel Sud Italia ci sono “banche troppo piccole e inefficienti” che non sono in grado di supportare “imprese a loro volta troppo piccole”.  Così oggi il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante una audizione alla commissione Finanze della Camera dei deputati. Per questo “la funzione di un soggetto pubblico come Mcc è da noi concepita come quella di un aggregatore e volano per consentire che si rafforzi l’efficienza del mercato del credito del Mezzogiorno”, per evitare che si crei un meccanismo di “avvitamento” tra inadeguatezza del sistema bancario locale e “nanismo del sistema produttivo”. Il disegno del governo è chiaro: il problema per le imprese del Sud è legato al credito, più difficile finanziarsi infatti e quando riescono ad accedere al credito bancario comunque pagano tassi di interessi più alti in media di 1,6 punti rispetto a quelle del Centro-Nord. Individuare una soluzione, o quanto meno un percorso di miglioramento, è molto meno banale. Non possiamo infatti generalizzare affermando semplicemente che nel Sud Italia ci sono “banche troppo piccole e inefficienti”. Al sud ci sono anche banche, piccole ma non solo efficianti, sane, vicine al territorio, che sostengono le imprese e le famiglie e che sono il volano delel economia locale. Un fattore questo che il ministro non può trascurare. Insomma, se è vero che necessità una riforma, il sistema del credito e delle banche, troppe spesso vanno a gambe all’aria, è vero anche che le realtà virtuose vanno tutelate, salvaguardate e soprattutto aiutate a fare ciò che sanno fare. La soluzione del governo in tema, Roberto Gualtieri ha parlato di un «progetto aperto anche all’apporto di altri intermediari e investitori», duqnue ipotizzando l’aggregazione delle piccole banche del Mezzogiorno, potrebbe funzionare ma solo se si premiano le realtà virtuose e non magari utilizzando le stesse per spalmare i debiti delle banche in crisi. Ci deve preoccupare l’ipotesi che per risanare il sistema bancario in crisi, si utilizzi il virtuosismo di banche che hanno saputo operare, non hanno sofferenze e magari hanno capitali importanti che potrebbero essere investiti per la crescita dei territorio e viceversa verranno utilizzati per ripianare i debiti di altre banche al fallimento. Un tema questo che suggerisco in un dibattito necessario che i gruppi bancari devono affrontare con il governo. Il rischio è quello di rendere piatto il sistema bancario affievolendo ulteriormente la fiducia dei risparmiatori che oggi ancora ripongono nella loro banca del territorio.