Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I conti li faremo, ora il dubbio: da dove arriva questo virus?

di Lorenzo Peluso.

Non è ancora il momento di fare i conti, questo è chiaro. Ma certo troppe sono le stranezze manifestate dall’arrivo del coronavirus. dagli inizia di dicembre in Cina; ora in poco più di due settimane la diffusione anche in Europa. In Italia nelle regioni settentrionali con un possibile impatto economico dell’epidemia catastrofico. Dallo scorso weekend, quando il numero dei contagi è aumentato vertiginosamente, tanto da portare al blocco di numerose attività, all’interruzione di manifestazioni pubbliche ed eventi, oltre che alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado (nelle zone interessate). La mappa del coronavirus in Italia ha mostrato come siano state colpite alcune tra le regioni più produttive del Paese. Secondo i dati Istat del 2017 il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna (i luoghi maggiormente coinvolti) hanno contribuito al 40,1% del PIL nazionale e hanno totalizzato il 50% dell’export complessivo. In una situazione del genere, ha dichiarato il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il coronavirus potrebbe costare all’economia circa 0,2 punti percentuali di Prodotto Interno Lordo. La previsione dello 0,6% inizialmente formulata per il 2020 dunque potrebbe essere rivista. Sull’argomento anche una recente indagine dell’Ufficio Studi Confali (il coordinamento della filiera agroalimentare di Confcommercio-Imprese per l’Italia), che ha stimato in 5 miliardi di euro il potenziale impatto dell’epidemia. A queste previsioni si sono affiancate quelle di Confesercenti, secondo cui la situazione potrebbe determinare una perdita perdita di 3,9 miliardi di consumi e di 60.000 posti di lavoro. Per alcuni osservatori, invece, il coronavirus avrà conseguenze ancor più evidenti. Nel quarto trimestre del 2019 (non ancora interessato dall’epidemia) il PIL tricolore si è contratto dello 0,3%. Una nuova flessione nel 1° trimestre del 2020 condurrebbe nuovamente l’Italia in recessione tecnica. Secondo i meno ottimisti, citati in una recente indagine del Financial Times, l’intero anno potrebbe chiudersi con una decisa flessione del PIL, magari compresa tra lo 0,5% e l’1%. L’impatto del coronavirus sull’Italia, insomma, potrebbe rivelarsi più imponente di quanto inizialmente previsto. Lo scenario è dunque di destabilizzazione del mercato economico mondiale, ed in Europa con ripercussioni finalizzate ad alcuni paesi. Certo, dobbiamo attendere per comprendere cosa accadrà in Germania, in Francia ed in altri grandi paesi. Tuttavia vien da chiedersi, oltre alla Cina e le contestuali ripercussioni economiche, cosa accade in India, negli Stati Uniti, in Russia. Senza dare ragione ai complottisti che vedono la possibilità di “untori” certo ci sono troppe dinamiche che non trovano spiegazione sulla diffusione del virus che sta destabilizzando l’economia di alcune realtà. In Medio Oriente, il solo Paese colpito è l’Iran; anche questa una stranezza. Non sappiamo in Africa cosa accade. Eppure in aree come il Niger la presenza di cinesi è elevata, per gli interessi economici che la Cina li coltiva. I conti li faremo, certo, rimane un dubbio atroce: da dove arriva questo virus?