Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

I consigli legali. Come recuperare un credito.

redazione

L’ordinamento italiano offre diversi modi per recuperare un credito. Si può scegliere tra quattro possibilità: la messa in mora; il decreto ingiuntivo; l’atto di precetto e il pignoramento mobiliare o immobiliare. Se il creditore sceglie di agire con la messa in mora del debitore, egli deve predisporre un atto scritto con l’intimazione al pagamento di quanto dovuto. L’atto va spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno e deve indicare le generalità del debitore, l’ammontare del credito e il termine entro cui è tenuto a pagare. Se il debitore non adempie, il creditore potrà rivolgersi all’autorità giudiziaria competente per il recupero del credito. Altra modalità, è il procedimento per decreto ingiuntivo che permette il recupero del credito entro 40 giorni dalla notifica dell’atto. In pratica, il decreto ingiuntivo è un’ingiunzione di pagamento, fatta dal giudice, su richiesta del creditore, per intimare al debitore il pagamento delle somme dovute, sotto la minaccia di un possibile pignoramento mobiliare o immobiliare. Questa modalità di recupero del credito è possibile solo quando il creditore è munito di una prova scritta. Se il decreto ingiuntivo non ha avuto buon fine, il creditore può provare a recuperare il credito mediante l’atto di precetto. In tal caso, egli deve rivolgersi all’avvocato di fiducia e fargli formulare un atto ufficiale con l’intimazione al pagamento del debito, purché esso si fondi su un titolo esecutivo. Dopo la notifica del precetto, il debitore è tenuto ad adempiere entro 10 giorni, altrimenti si procederà all’esecuzione forzata. L’ultimo metodo per il recupero del credito, nonché il più invasivo, è il pignoramento dei beni del debitore insolvente. Il pignoramento può essere esperito quando il debitore rifiuta di pagare il suo debito anche dopo la ricezione dell’atto di precetto dell’avvocato. Il pignoramento, mobiliare o immobiliare, è l’atto con cui si dà inizio all’esecuzione forzata, cioè la vendita dei beni del debitore al fine di compensare il credito con la somma ricavata. Il pignoramento è giustificato dal rifiuto di adempiere al decreto ingiuntivo e viene condotto a cura di un ufficiale giudiziario che ne garantisce il corretto svolgimento.