Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ho un figlio anche io, di 21 anni. Ragazzi, andate piano.

di Lorenzo Peluso.

Ho un figlio anche io, di 21 anni. Sono un padre, anche io. Conosco l’angoscia dell’attesa, la sera, poi la notte, aspettando il rientro a casa di quel figlio, che è certo il preziosismo assoluto della vita di ogni padre ed ogni madre. Conosco la sofferenza e la preoccupazione; il sacrificio e l’impegno per farlo crescere, per dargli il meglio. Conosco i sogni ed i desideri di ogni genitore per il proprio figlio; conosco il senso dell’accettare ogni scelta che il figlio giustamente deve fare. Conosco il sorriso e la gioia degli occhi di mio figlio, uguale a quella di tutti i figli del mondo per gli occhi di ogni genitore. Sono stato ragazzo anche io, tempo fa. Adolescente, la mia prima auto; gli amici e le serate divenute poi nottate. Conosco la bellezza del divertirsi, dell’andare in giro, del tornare a casa all’alba. Ricordo la preoccupazione e gli occhi tristi di mia madre; le parole posate e dure di mio padre. Conosco l’ebbrezza del sorpasso, gli sfottò tra amici e l’idiozia di andare oltre le regole, oltre il consentito. Conosco l’incoscienza del trasgredire e del provarci.  Disarmato, ora, nelle vesti dell’adulto, del padre in apprensione, dinanzi al dolore di un altro padre, al pensiero dello strazio di una madre, per la morte del proprio figlio, così, una notte come le altre, nel mentre non si dorme per l’apprensione, nell’attesa che quel figlio torni a casa, la mia mente invoca solo una supplica: “ragazzi, andate piano”. Vi prego ragazzi, figli, “andate piano”. Andate piano con le vostre auto, che noi genitori vi abbiamo comprato; andate piano con le vostre auto che vi hanno reso liberi di andare, di spostarvi, di girare, di lasciare a casa i vostri genitori ad aspettarvi. Andate piano, vi prego. Fate in modo che nessun genitore, mai più, conosca il dolore, che mai più una madre debba vedere il proprio figlio senza vita. Andate piano, al volante delle vostre auto. Non ne vale la pena, non serve a nulla quel sorpasso, quel provare ad andare oltre. Andate piano e continuate a sognare di poter un giorno non dormire, la notte a casa, in attesa di vostro figlio che dovrà ancora rincasare. ragazzi, andate piano, fate in modo che la morte senza senso di Mariano Casale, avrebbe compiuto 21 anni tra poco più di una settimana, non sia vana. Onoriamo il ricordo di una giovane vita spezzata lungo una strada maledetta di Teggiano, con l’impegno ad andare piano. La velocità è la responsabile della morte di Mariano. L’Istituto di Statistica rileva un aumento dei decessi tra i giovani sulle strade, soprattutto nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni. Nel 1° semestre del 2019 è stato registrato un preoccupante aumento del +7% di incidenti e vittime giovani sulle strade, rispetto allo stesso periodo del 2018. Non è più sopportabile tutto questo. Ogni giorno sulle nostre strade vengono uccise 9 persone e circa 36 restano invalidi gravi. Troppe le vittime delle strade italiane. Ragazzi, andate piano. La velocità è la responsabile della morte di Mariano.