Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Grande successo per il nuovo libro della scrittrice cilentana Ivana Leone

di Antonella D'Alto.

Sta avendo un’enorme eco anche a livello nazionale il nuovo libro della scrittrice cilentana Ivana Leone, dal titolo “Forza e libertà. Attraverso  Alda Merini”, pubblicato da L’Argolibro. Il libro sarà presentato ad Agropoli, l’8 marzo dalle 18,30, in occasione della Festa delle donne.32 anni, Ivana nasce ad Agropoli  ma vive a Roccadaspide fino all’età di diciotto anni, quando poi si sposta  fuori per studio.
Dopo una laurea in Lettere Moderne, la specializzazione in filologia moderna e un master in giornalismo, Ivana ha scritto il suo primo libro, pubblicato nel 2016, “Anima e follia”, una raccolta di poesia che la “inizia” al mondo della scrittura. La giovane scrittrice, insegnante di professione, torna dunque in libreria con il suo secondo volume, tra  saggio e testo poetico, dedicato ad Alda Merini e alla libertà d’espressione, dal titolo “Forza e libertà. Attraverso Alda Merini”.«Questo saggio rappresenta me stessa, attraverso il mio “grido” di libertà e follia. Non è la prima volta che parlo di follia; già nella mia pubblicazione del 2016, “Anima e follia”, viene fuori questo argomento rivolto sempre alla libertà di espressione attraverso, però, una raccolta poetica. Chi mi conosce bene sa quanto io tenga alla libertà e alla realizzazione personale e quanto sia vicina a quelle donne che spesso hanno paura di lottare per un sogno. Il mio è un invito, a guardarsi dentro, a lottare per ciò che si desidera e si vuole davvero». «Questo saggio nasce in seguito al mio trasferimento a Milano. In questa grande metropoli nulla ti è dovuto e tutto ciò che desideri te lo devi sudare. Ancora ricordo il primo giorno in cui ho messo piede in piazza Duomo. Il senso di spaesamento era grande e incolmabile ma la libertà che ho sentito addosso, sulla mia pelle, non si può spiegare a parole. È stato qualcosa di intenso, magico, diverso. Ho immediatamente pensato “Ecco, da  qui voglio ripartire, da qui voglio realizzare i miei sogni e devo impegnarmi al massimo”. Ho sentito talmente forte il profumo della libertà che ho pensato immediatamente alla poetessa dei navigli. Eh, si! Proprio lei; nel 2012 ero già stata a Milano per lavorare alla mia tesi di laurea “Il tema della follia nella letteratura italiana” quando all’improvviso ho sentito la “chiamata” di Alda. Mi sono recata lungo i navigli, ho passeggiato nella sua Milano, che purtroppo non sempre l’ha amata, e di getto ho iniziato a scrivere. E così, come un fiume in piena, pian piano è  nato il mio nuovo lavoro. Inizialmente ho scritto dei versi dedicati alla Merini ma poi mi sono resa conto che la “signora della poesia” meritasse di più e così mi sono soffermata sulla sua storia di donna, di madre, di moglie e tutte le difficoltà che ha avuto per esprimere se stessa e la sua natura di donna libera». Molto interessante la scelta della copertina, sulla quale vengono raffigurati un piede e un’ape. Il piede, spiega l’autrice, “è simbolo di forza, perché con i piedi corriamo, siamo libere di andare dove vogliamo, possiamo seguire sempre la nostra rotta, mentre l’ape è un’insetto laborioso e inoltre Alda Merini veniva chiamata la piccola Ape Furiosa”.