Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Gli Usa ritirano i soldati dalla Siria, Ankara pronta all’invasione.

redazione

“La Turchia procederà presto con la sua operazione a lungo pianificata nel Nord della Siria”, ha annunciato la Casa Bianca in una nota. L’avvio dell’operazione – che nelle intenzioni di Ankara dovrebbe essere una vera e propria invasione – è stata confermata nella tarda serata di ieri, dopo un colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti Trump e il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Gli Usa non saranno coinvolti nell’operazione, e la Turchia, secondo quanto riferito da Washington, sarà responsabile nell’area per tutti i prigionieri dello Stato islamico. “Le forze armate degli Stati Uniti non sosterranno né saranno coinvolte nell’operazione e le forze degli Stati Uniti, avendo sconfitto il califfato territoriale dell’Isis, non saranno più nelle immediate vicinanze”. “Il governo degli Stati Uniti”, si legge ancora nella nota, “ha esercitato pressioni su Francia, Germania e altre nazioni europee, da cui provenivano molti combattenti dell’Isis catturati, a riprenderli, ma non li volevano e si sono rifiutati”, ma “gli Stati Uniti non li terranno per molti anni e con un grande costo per il contribuente americano”. Da parte sua, l’ufficio di Erdogan ha confermato che il presidente ha discusso con Trump al telefono del piano della Turchia di istituire una “zona sicura” nella Siria nord-orientale. Ankara, ha spiegato Erdogan, ritiene l’operazione necessaria per combattere i “terroristi” e per creare “le condizioni utili al ritorno dei rifugiati siriani nel loro paese natale”. La Turchia ospita oltre 3,6 milioni di siriani fuggiti dalla guerra civile iniziata nel 2011. Ankara vuole trasferire fino a due milioni di rifugiati dal suo territorio. Nella sua telefonata con Trump, il presidente turco ha anche espresso la sua “frustrazione per il fallimento della burocrazia, militare e di sicurezza, degli Stati Uniti” nell’attuare l’accordo sull’area raggiunto nello scorso mese di agosto. Sulle intenzioni bellicose di Ankara è arrivato un monito di Ue e Russia. L’Unione europea è contraria perché “una ripresa delle ostilità comprometterebbe gli sforzi intrapresi per una risoluzione di questo conflitto”, ha spiegato il portavoce di Federica Mogherini. “Qualsiasi ripresa delle ostilità esacerberà le sofferenze del popolo siriano, comporterà degli esodi di popolazione e comprometterebbe gli sforzi politici intrapresi per risolvere questo conflitto”. Anche la Russia ha auspicato che la Turchia rispetti l’integrità territoriale e politica della Siria, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando la possibile operazione militare della Turchia nel Nord della Siria. “Il Cremlino sa che la Turchia è impegnata al principio dell’integrità territoriale e politica della Siria. Speriamo che i nostri colleghi turchi aderiscano a questo principio”, ha detto Peskov ai giornalisti.