Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Gli uomini nuovi del Vallo di Diano che buttano sale sulle ferite

di Lorenzo Peluso.

Gli slogan, evidentemente, non sono risultati convincenti. “L’amico di tutti”. “La politica che ascolta”. “Tutto è possibile insieme”. “Il mio partito è il territorio”. “Ora puoi scegliere”. “Determinati nel fare”. Sono solo alcuni degli slogan elettorali utilizzati dai nove candidati al Consiglio regionale della Campania, originari del Vallo di Diano. Nessuno eletto.
Non hanno convinto gli slogan; non hanno convinto le donne e gli uomini in campo. Questo però è il momento della riflessione post elettorale. Cosa è accaduto e perché? Intanto è accaduto che nessuno dei nove aspiranti consiglieri regionali è stato eletto. E’ accaduto anche che l’area del vallo di Diano, Tanagro e Golfo di Policastro, con la bocciatura dei due Consiglieri uscenti, Donato Pica e Giovanni Fortunato, non hanno più un rappresentante del territorio in Consiglio regionale. Eppure, il solo Vallo di Diano, ha i numeri per eleggere almeno due propri rappresentanti in regione. Ma le logiche che spingono i capobastone ad orientare l’elettorato sono ben altre, rispetto alla necessità di fare massa critica, cosi si dice, ed eleggere uomini del territorio nelle istituzioni. Paradossale è la circostanza che con la spinta federalista delle istituzioni, nel momento in cui sono le autonomie territoriali ad assumere un ruolo strategico nella gestione degli Enti, dunque è assolutamente necessario avere rappresentanze per singoli territori, espressioni del localismo, questa terra, il Vallo di Diano, fa un ulteriore passo indietro. Lo dicono i numeri. E’ l’evidenza dello scrutinio appena conclusosi. Ecco il dettaglio. Ad Atena Lucana si afferma Franco D’Orilia con 159 preferenze. Ad Auletta ancora Franco D’Orilia con 82 voti il più votato dei nove canditati del Vallo di Diano anche se il più votato in assoluto è risultato Donato Pessolano per la lista de Luca Presidente con 176 voti. Anche a Caggiano il più votato è stato Franco D’Orilia con 141 preferenze. Così come a pertosa, suo comune di origine, D’Orilia si afferma con 198 preferenze. A Buonabitacolo si afferma Valentino Di Brizzi con 124 voti. A casalbuono il più votato è stato il candidato Pd Franco Picarone con 68 preferenze. Dei candidati del Vallo di diano, anche in questo caso il più votato è stato Franco D’Orilia con 18 preferenze. Picarone si afferma anche a Sanza con 143 preferenze. Dei candidati del Vallo è Di Brizzi il più votato con 103 preferenze. A Monte san Giacomo è stato Valentino Di Brizzi il più votato con 208 preferenze. A Montesano sulla Marcellana 181 preferenze sono andate al candidato Pd Donato Pica. Valentino Di Brizzi si afferma a Padula con 308 preferenze. A Polla la più votata è stata la candidata locale Maria Citarella con 602 preferenze. Tra i Maschi ancora Franco D’Orilia con 145 voti. Citarella che si afferma anche a Salvitelle con 34 preferenze. Il più votato a Sala Consilina, con 1831 preferenze è stato il candidato locale Luigino Giordano. 155 le preferenze per Donato Pica a San Pietro al Tanagro. A san Rufo invece il più votato è stato il candidato Lello Ciccone di Forza Italia con 72 voti. solo 54 preferenze per il candidato del Vallo Pica che però si afferma nel suo comune di origine, Sant’Arsenio con 540 voti. Sassano premia il candidato locale Di Brizzi con 1215 preferenze così come a Teggiano dove Di Brizzi 603 preferenze. Tre gli ulteriori elementi di riflessione. Intanto il voto esterofilo che evidentemente piace e convince molti. In secondo luogo i voti per candidati come il rispettabilissimo Franco D’Orilia. Voti alla serietà dell’uomo, certo. Voti inutili per una visione di territorialità. Solo gli sprovveduti non erano coscienti che non vi era nessuna possibilità di far scattare un seggio per la lista di D’Orilia. Una situazione simile è quella che interessa un altro rispettabilissimo candidato, il socialista Giordano. La presenza del fedelissimo deluchiano Maraio era più che un’avvisaglia sul risultato finale. Pochi, pochissimi i voti a Roberto De Luca. Anche in questo caso però, voti a perdere. Si badi bene, non per l’autorevolezza del candidato; solo per l’assoluta certezza che i numeri davano torto alla lista di Vozza ancor prima di andare alle urne. Più complessa la vicenda del Consigliere regionale uscente Donato Pica. Uomo di spessore culturale e morale che non ha eguali. Ma questo in politica non basta e, verrebbe da dire, non serve. Pica è stato abbandonato dal Pd salernitano, prim’ancora che dai cittadini del Vallo. Se da Salerno arrivano ordini di scuderia, ai vari capobastone, di far convergere il voto su altri, allora tutto è chiaro. Un ulteriore errore di strategia, commesso a mio avviso da Pica, è il fidarsi di appoggi e sostegno che sarebbero dovuti arrivare da personaggi cilentani del Pd che storicamente hanno dimostrato la loro assoluta inaffidabilità, in tal senso. Infine la mancanza contestuale di fattori che cinque anni fa, diversamente ne fecero il primo eletto con oltre 15mila preferenze. L’appoggio di Carmelo Conte nella Piana del Sele. Oggi era in lista il figlio, Federico. Si aggiunga che nell’agro, rispetto a cinque anni fa, Pica ha consumato la rottura con il deputato lettiano, Guglielmo Vaccaro. Insomma, tutto chiaro, no? Discorso diverso per Di Brizzi che invece ha pagato innanzitutto l’inconsistenza del risultato complessivo di Forza Italia nel salernitano. Una buona affermazione sul piano personale, lo dicono i risultati raccolti in comuni dove è chiaro il voto alla persona. Ma non basta e non è bastato. Di Brizzi ha giocato le sue carte in un contesto generale che vedeva però il “cambiare verso”. Anche in questo caso però, se solo il partito, a livello provinciale avesse creduto di più nel risultato possibile, altra sarebbe la storia da raccontare. Tuttavia, ritengo che tra i candidati del Vallo di Diano, lo stesso Di Brizzi è colui che ha meno da recriminare ed anzi, ha la responsabilità di iniziare un progetto di ricostruzione di identità territoriale, guardando al futuro prossimo. Chi perde in realtà nel Vallo di Diano, ancora una volta, oltre i cittadini tutti, è il Pd. Il primo Partito certo, ma che non riesce a far affermare i suoi uomini. E qui si apre un ulteriore interrogativo: ma chi sono i suoi uomini? Dimenticavo: Picarone, Amabile, Conte, Cascone. Certo, sono loro.