Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Gli italiani “rimbecilliti” da una campagna elettorale perenne.

di Lorenzo Peluso.

Quello che gli viene meglio, oltre a mentire spudoratamente, è stare in perenne campagna elettorale. Insomma persino il quotidiano britannico Times ha deciso di provare a far aprire gli occhi agli italiani, “rimbecilliti” dalle menzogne quotidiane di un personaggio che se abbandona la perenne campagna elettorale allora davvero non ha null’altro da fare. Lo ha dimostrato nella, per fortuna, breve, esperienza di governo. Il leader della Lega, Matteo Salvini, forte però di un’analfabetismo politico degli italiani, conduce senza soste la sua campagna elettorale perenne da quando ha lasciato il governo alla fine di agosto scorso. Una campagna fatta di diversi comizi quotidiani, seguiti da lunghe sessioni di selfie con sostenitori e ammiratori. Dopo la vittoria alle elezioni regionali tenute in Umbria il 27 ottobre scorso, Salvini sta già battendo palmo a palmo tutte le località che ospitano fiere ed altri eventi popolari in Emilia-Romagna, dove si voterà a gennaio del 2020. Secondo il “Times”, quel voto potrebbe essere decisivo per le sorti dell’attuale governo, formato da Movimento 5 Stelle (M5S) e il Partito democratico. Se l’esecutivo dovesse cadere e si andasse a nuove elezioni, Salvini avrebbe la strada spianata per il ritorno al potere. L’ex ministro dell’Interno,  usa la sua “impressionante macchina di propaganda” per screditare l’operato dell’attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, sul fronte dell’immigrazione, descrivendo il nuovo esecutivo come “il governo dell’invasione” anche quando l’Italia riceve molto meno della metà degli immigrati rispetto alla Spagna. Secondo i dati presentati dal ministero dell’Interno, “in Italia sono sbarcati 9.600 immigrati – la maggior parte di essi arriva su piccole imbarcazioni, non su navi ong – il che rappresenta una riduzione del 56 per cento rispetto all’anno precedente”, ha detto Lamorgese. “Non vi è alcuna invasione e il rimpatrio degli immigrati nei loro paesi di origine è in aumento”, ha spiegato il ministro. In Spagna sono arrivati ​​in barca nei primi 10 mesi del 2019 circa 22.247 immigrati, ovvero il 53,3 per cento in meno rispetto al 2018. Sono 151 i migranti salvati al largo della Libia tra il 2 e il 3 novembre scorso dal mercantile italiano Asso Trenta e sbarcati ieri, 4 novembre, nel porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa. I migranti si trovavano a bordo di tre diverse imbarcazioni in difficoltà, al largo delle coste libiche. Le operazioni sono state coordinate dal Centro di soccorso marittimo della Guardia costiera a Roma, che a sua volta ha chiesto al ministero dell’Interno l’autorizzazione a far attraccare la Asso Trenta in un porto sicuro. Ieri poi sono sbarcati a Taranto gli 88 migranti assistiti dalla nave Alan Kurdi, della ong tedesca Sea Eye, dopo una settimana di attesa in mare e dopo che Italia, Germania, Francia, Irlanda e Portogallo hanno raggiunto un accordo per il ricollocamento dei migranti. Insomma, Matteo Salvini mente in continuazione. Mente nei comizi, mente alla stampa, mente su Twitter; mente nelle trasmissioni televisive e mente ai suoi partner di governo.Un esempio su tutti:  è quello dei “clandestini al caldo negli hotel” (con la variante dei “clandestini negli hotel a 5 stelle) che Matteo Salvini ripete impunemente anche in un’intervista al Washington Post. Una grande bugia così come il suo annuncio reiterato di riformare il regolamento di Dublino. Infatti il regolamento Dublino III contiene il discusso criterio dell’obbligo di presentare richiesta di asilo nel paese di primo approdo, una norma che non agevola la gestione dei flussi da parte dell’Italia, e nella maggior parte dei casi non coincide con la volontà della persona migrante. In compenso favorisce non poco paesi storicamente refrattari all’accoglienza, come l’Ungheria di Viktor Orbàn, dal momento che rimanda qualsiasi meccanismo di redistribuzione alla totale volontarietà dei paesi membri Ue. Già nel 2017 il Parlamento europeo ha votato una proposta di modifica della norma per costringere tutti i paesi europei a dare il proprio contributo all’accoglienza dei migranti, ma la Lega ha disertato le 22 riunioni di negoziato utili a dare forma alla proposta, astenendosi dal voto nel momento cruciale del processo di approvazione. Ma la regina di tutte le notizie false divulgate da Salvini sul tema immigrazione è quella dei porti chiusi, misura bandiera per eccellenza dell’ex ministro Salvini al Viminale. Se il numero di sbarchi è indubitabilmente calato, proseguendo un trend inaugurato dal predecessore Marco Minniti, gli ultimi mesi hanno evidenziato come quello della chiusura dei porti sia poco più di un vuoto slogan. La guerra dichiarata alle ong ha prodotto una drastica diminuzione delle possibilità di salvare persone in mare e, secondo Missing Migrants, che si occupa di raccogliere dati sulle principali rotte di migrazione, la percentuale di morti in relazione alle partenze è raddoppiata rispetto al 2018, passando dal 3% al 5,9%. In numeri assoluti, dal 1 gennaio a oggi nel mar Mediterraneo sono morte 576 persone (il 17 marzo Salvini parlava al Corriere di “un solo cadavere recuperato nel 2019”). I porti continuano a non essere chiusi. Delle oltre 3mila persone sbarcate in Italia dal 1 gennaio all’8 luglio, infatti, solo 248 sono arrivate con navi umanitarie. L’8% del totale. Come più volte sottolineato, infatti, la prerogativa di chiudere i porti non rientra tra le competenze del ministero dell’Interno, ma è in capo al ministro dei Trasporti (articolo 83 del codice di navigazione). Nonostante il decreto sicurezza bis,  la prerogativa di “limitare o vietare l’ingresso il transito o la sosta di navi nel mare territoriale”, qualsiasi provvedimento dovrà essere controfirmato dal ministro dei Trasporti e da quello della Difesa. Insomma, solo alcuni esempi della oleata macchina elettorale di Salvini che serve solo al consenso elettorale ma certo non a risolvere i problemi. Una comunicazione mirata quelal di Salvini che articola i suoi discorsi farcendoli di sarcasmo, sottotesti, iperboli e frasi che in realtà vogliono intendere l’esatto opposto. Eppure per dimostrare il contrario, insomma che non è un “bugiardo seriale” basterebbe poco, basterebbe fare chiarezza sul Russiagate, sulle cui dinamiche sappiamo  troppo poco.