Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Gli italiani e il risparmio: ottimismo e conoscenza per trainare la crescita

di Antonio Peluso, Consulenza finanziaria indipendente Copernico SIM SpA

euro banconote

Risparmio: Quali prospettive?   Questo il titolo della 93° edizione della Giornata mondiale del Risparmio, annuale appuntamento sul tema del risparmio, tenutasi lo scorso 31 ottobre e promosso da ACRI, Associazione delle Casse di Risparmio. Sin dalla prima edizione del 1924, alla quale parteciparono le Casse di Risparmio di 26 Paesi con lo scopo di studiare gli Istituti e i mezzi per la raccolta e per la tutela del Risparmio, il risparmio venne proposto come base dell’educazione non solo economica della società, da intendere quindi come disciplina fondamentale di tutta la comunità, per un uso migliore, individuale e sociale, della ricchezza. Alla presenza di Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze, e di Ignazio Visco, Governatore di Banca d’Italia, sono stati presentati i risultati dell’indagine “Gli Italiani e il Risparmio”, da cui sono emersi spunti interessanti per le propettive economiche e lo stato di salute del patrimonio finanziario degli Italiani. La situazione che si delinea nel 2017 indica un lento ritorno alla normalità: paura e preoccupazioni, anche se ancora presenti, stanno lasciando spazio ad un atteggiamento più tranquillo e fiducioso nel futuro. Secondo gli italiani intervistati (campione nazionale), l’uscita definitiva dalla crisi appare ancora lontana, ma si riduce ripetto allo scorso anno il sentiment di negatività che ha contraddistinto gli umori degli anni recenti: per quanto riguarda la situazione economica delle famiglie, il quadro è in deciso miglioramento, con una notevole riduzione del numero delle famiglie direttamente colpite dagli effetti della crisi.  La maggioranza degli italiani esprime maggiore soddisfazione rispetto alla propria situazione economica, che torna ai massimi del periodo post-Euro, anche se permangono  forti differenze, tra il Nord ed il Sud della Penisola. Tendenze confermate anche dagli interventi di Padoan e Visco, che rilevano come il clima sia positivo e in costante miglioramento, grazie ad un rafforzamento dell’economia ed ai segnali di ripresa nel mercato del credito, con conseguente rafforzamento del settore bancario. Di conseguenza, la percezione della crisi, per la prima volta, sembra attenuarsi, e ciò si riverbera su una maggiore propensione al consumo, con conseguente riduzione della propensione al risparmio. Tuttavia, quest’ultimo dato va approfondito, in quanto oggi gli italiani risparmiano con meno ansie rispetto al recente passato, confermando l’attidudine di popolo di risparmiatori che persegue l’obbiettivo dell’accantonamento di risorse finanziarie senza troppe rinunce, contribuendo alla ripartenza dei consumi. Per il risparmiatore italiano, resta molto forte la percezione dell’importanza del risparmio per le proprie esigenze di tutela e di progettazione del futuro della propria famiglia. Rispetto al passato però si evidenzia un dato di crescita culturale molto positivo: cresce la consapevolezza del ruolo sociale con un’apertura a renderlo un attivo strumento di sostegno diretto ad iniziative utili allo sviluppo sociale e civile del Paese. Su questo aspetto però la strada da percorrere è ancora lunga perché gli elementi di diffidenza rispetto alla sicurezza dell’investimento risultano ancora difficili da scalfire. Dai risultati dell’indagine emergono, difatti, alcune contraddizioni tra la maggiore apertura culturale, accompagnata dalla voglia di ponderare bene le proprie scelte, ed i comportamenti concreti di investimento dei propri risparmi. Negli anni, la maggiore partecipazione delle famiglie al mercato finanziario si è accompagnata ad una graduale crescita del grado di diversificazione nella scelta degli investimenti e della quota da destinare ad attività più rischiose. Cresce l’interesse e l’utilizzo di soluzioni di risparmio gestito ai fini di investimento e previdenza complementare. Molta attenzione è infine rivolta ad attività che aiutino lo sviluppo dell’Italia, come i Piani Individuali di Risparmio (PIR). Tuttavia, la preferenza degli italiani per la liquidità è ancora molto elevata e riguarda più di 2 italiani su 3: è evidente che chi investe lo fa solo con una parte minoritaria dei propri risparmi, rinunciando ad una migliore prospettiva per il benessere finanziario della famiglia. Emerge che gli italiani sono abbastanza soddisfatti di come gestiscono i propri risparmi (54%), ma pochi si ritengono in grado di individuare l’investimento adatto alle proprie esigenze (36%). Questo è dovuto alla ridotta cultura finanziaria e alla bassa fiducia in leggi e regolamenti che tutelano il risparmio: il 66% ritiene che gli strumenti di tutela siano inefficaci. Di positivo, comunque, si evidenzia come molti italiani hanno comunque compreso che “l’investimento ideale” non esista più: in particolare, stando all’indagine gli italiani si dividono in 3 gruppi quasi omogenei tra coloro i quali ritengono che l’investimento ideale proprio non ci sia (33%), chi lo indica negli immobili (31%), e chi indica gli investimenti finanziari reputati più sicuri (29%). Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi. Nell’era dei tassi minimi, il risparmiatore italiano rimane attento alla (bassa) rischiosità del tipo di investimento, ma in misura minore rispetto agli anni scorsi: molti hanno compreso che in ogni caso servirebbe informarsi di più per essere attori delle proprie decisioni finanziarie e per vincere l’ansia che ogni decisioni finanziaria comporta. Sembra che sia presente maggiore consapevolezza per ottenere un rendimento ragionevole bisogna rischiare un po’ e scegliere una sorta di viaggio organizzato per i risparmi di famiglia, utilizzando prodotti gestiti in grado di spaziare sui mercati internazionali. Molto interessante, a questo proposito, il punto di vista della Presidenza della Repubblica, che ha fornito il proprio patrocinio all’evento. Nel consueto telegramma inviato dal Presidente Mattarella, si evidenzia quanto sia indispensabile tendere ad una gestione responsabile della ricchezza finanziaria del Paese, da realizzarsi anche attraverso una crescita di consapevolezza di rischi e benefici che ogni scelta di investimento del risparmio comporta e per fare in modo che si possa migliorare la capacità di mobilitare il risparmio verso investimenti appropriati, essenziali per rafforzare la crescita e l’occupazione. Il richiamo all’importanza di una corretta educazione finanziaria dei risparmiatori si inserisce in un più ampio dibattito su come la difesa del risparmio richieda azioni volte ad evitare un’inconsapevole assunzione di rischi da parte del risparmiatore. Come ricordato dal Govenatore Visco, obblighi normativi e azioni di tutela da soli non bastano: è necessario proteggere il risparmiatore anche accrescendone la capacità di vagliare le informazioni in suo possesso. << L’educazione finanziaria non è solo una risposta alla crisi, è un requisito indispensabile  a fronte dei cambiamenti nell’offerta di strumenti di investimento. Competenze finanziarie di base sono essenziali non   solo per difendersi dai rischi di comportamenti scorretti o fraudolenti, ma anche per effettuare scelte coerenti con i propri bisogni e le proprie condizioni economiche>>,  afferma Visco. L’edizione del 2017 della Giornata del Risparmio assume dunque un significato ancor più particolare, in quanto ricorre nell’anno in cui è stato istituito il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Tra i compiti del Comitato, diretto dalla professoressa Annamaria Lusardi, quello di promuovere e programmare iniziative di sensibilizzazione e educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale.