Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Giovani italiani all’estero con le famiglie che gli inviano denaro.

redazione

Sfatiamo un altro luogo comune: che gli italiani scappano all’estero e che vivono meglio. Non è così e sono i numeri a dirlo. Molti di loro, più della metà, può vivere all’estero solo grazie al denaro che gli viene inviato dalle famiglie. Si parla tanto dei giovani che emigrano ma poco delle loro famiglie. Il volume “Famiglie transnazionali dell’Italia che emigra. Costi e opportunità” punta l’attenzione proprio su chi resta: i genitori. Il libro (Celid) di Valeria Bonatti, Alvide del Pra’, Brunella Rallo e Maddalena Tirabassi, è stato presentato il 18 aprile a Palermo nell’ambito del Seminario dei giovani italiani nel mondo, organizzato dal Consiglio generale degli italiani all’estero. Attraverso i risultati di un’inchiesta condotta online tra le famiglie italiane dei giovani emigrati, e le testimonianze dei diretti interessati, la ricerca esplora le nuove relazioni familiari, declinate anche in termini economici. Il 67 per cento delle famiglie, infatti, invia denaro ai figli all’estero. L’invio di denaro è prevalentemente occasionale (58 per cento) ma per il 42 per cento dei giovani il contributo della famiglia è fondamentale. Il prestito si fa solo nel 17 per cento dei casi. Brunella Rallo è presidente dell’Associazione Makran e fondatrice di mammedicervellinfuga.com: “Ci siamo interrogate sui costi privati delle ‘famiglie a distanza’. Dal nostro punto di osservazione – una community online a cui da tre anni partecipano i genitori di giovani emigrati – registriamo che anche le famiglie contribuiscono, in maniera diretta o indiretta, all’economia delle nuove emigrazioni”.