Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Giornata delle bambine. Nel mondo 120 milioni le vittime di violenze sessuali

redazione

Sono circa 120 milioni le ragazze con meno di vent’anni vittime di “rapporti forzati o altri atti sessuali forzati”. Bambine e ragazze che non sono al sicuro neanche tra le mura domestiche e devono spesso fare i conti con la violenza “quotidiana” di genitori, fratelli o di altri parenti, a scuola o nei luoghi di lavoro. Nel mondo, infatti, quasi 2 bambine su 3 – nella fascia d’età che va dai 10 ai 14 anni – subiscono regolarmente punizioni corporali. Numeri allarmanti e che fanno riflettere quelli che arrivano in occasione della Giornata Mondiale delle Bambine (11 ottobre). A metterli in luce è Terre des Hommes che ha scattato una fotografia sulla condizione delle bambine e delle ragazze in Italia e nel mondo. Il 10 ottobre in Senato l’Organizzazione ha infatti presentato nel corso di una conferenza il nuovo “Dossier Indifesa – La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” e lanciato l’omonima campagna per garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione da sfruttamento, violenza e discriminazioni. A moderare il dibattito, che ha preso il via dopo i saluti del Presidente del Senato Pietro Grasso, Maria Lombardo Pijola, giornalista e scrittrice. Stupri, matrimoni forzati, morti per parto, bambine soldato. Trascurate, maltrattate, vittime di violenza e prostituzione. Le condizioni delle bambine e delle ragazze del mondo sono state al centro dell’incontro promosso da Terre des Hommes in occasione della presentazione del nuovo Dossier “Indifesa”: “Siamo orgogliosi di questo dossier – ha detto Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes Italia – il nostro dovere è indicare oggi quello che potrebbe essere un grande problema domani. Più bambine vengono violate e più l’umanità si indebolisce. E’ un diritto delle bambine vivere la loro infanzia”. Ma i numeri troppo spesso parlano di un’infanzia violata. Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono infatti vittime di violenza sessuale. Parliamo di oltre 950 minori in un anno che nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015. Piccole vittime che in prevalenza sono femmine: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali. Colpisce il dato degli omicidi volontari consumati: più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime) il 62% era una bambina o adolescente. Avvenimenti tragici che il più delle volte si inseriscono nella drammatica sequela dei femminicidi. Molti gli interventi che si sono susseguiti nella Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva. Flavia Bustreo, vice direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità ha posto l’accento su come nel nostro Paese non ci siano “politiche specifiche per la salute degli adolescenti” e sull’importanza, invece, di investire proprio sulla salute perché “quando si investe sulle bambine di oggi si investe sulle mamme di domani”. Lia Quartapelle, capogruppo del Pd della Commissione Esteri e Affari Comunitari della Camera ha ricordato “l’impegno dell’Italia” a livello internazionale per contrastare fenomeni di violenza contro bambine e ragazze e lanciato un monito: “Dobbiamo continuare ad impegnarci in Italia e fuori dai confini nazionali”. Vichi De Marchi, direttrice di We-Women Empower the World ha ricordato come troppo spesso le vittime di violenza vivano in solitudine mentre Elisabetta Mancini, direttore dell’ufficio affari generali – direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato ha sottolineato l’importanza della prevenzione e ricordato la campagna della Polizia “Questo non è amore”. Ad illustre il dossier e a mettere in luce i numeri Paolo Ferrari di Terre des Hommes Italia.