Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Fisco – In 3 giorni 1,5 milioni di fatture elettroniche

redazione

Un milione e mezzo di fatture elettroniche scambiate dal primo gennaio sul sistema di interscambio Sdi: sono questi i primi dati diffusi oggi dall’Agenzia delle Entrate che sottolinea che questo è avvenuto ”senza che il partner tecnologico Sogei abbia rilevato alcun problema tecnico o rallentamenti” e che “anche i centri multicanali dell’Agenzia non hanno ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti”. Per il 97% dei documenti inviati è stata già resa disponibile la ricevuta per la quale c’erano 5 giorni di tempo.

Cos’è la fattura elettronica. Si differenzia da quella cartacea perché va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone e deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di Interscambio (SdI). Doppio lo scopo che si vuole perseguire: da una parte è quello di semplificare, dall’altra si cerca anche di contrastare l’evasione fiscale.

Cos’è il Sdi. È una sorta di “postino” che verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonché l’indirizzo telematico (il cosiddetto “codice destinatario” ovvero indirizzo Pec) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. Viene così controllato che la partita Iva del fornitore e la partita Iva o il Codice fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una “ricevuta di recapito”, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento. In definitiva, quindi, i dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi che si riportavano nelle fatture cartacee oltre all’indirizzo telematico dove il cliente vuole che venga consegnata la fattura.

Chi è esonerato. Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario”. Gli operatori in regime di vantaggio o forfettario possono comunque emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni del provvedimento del 30 aprile 2018. A tali categorie di operatori si possono aggiungere i “piccoli produttori agricoli” i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica. Secondo la Coldiretti sono circa 500mila le aziende agricole che dovranno utilizzare il nuovo sistema, per le quali l’associazione di categoria ha messo a disposizione il servizio di gestione della fatturazione elettronica.