Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

“Fischia il vento, fino a lu cumento”

di Lorenzo Peluso

la vittoria

Sanza (SA) – Una giornata ventosa e calda; ieri a Sanza. Un vento costante ha spazzato il paese dalla mattina e fino a notte fonda. A tratti, anche più forte, sferzante, costringendo alcune persone che si intrattenevano nei pressi del grande e maestoso pino, in piazza XXIV maggio, U’ Cumendo, ad allontanarsi. Giornata di consultazione elettorale ieri a Sanza. Circa 2mila sanzesi si sono recati alle urne fin dal primo mattino per il rinnovo del consiglio comunale. E fin dal mattino un venticello caldo ha accompagnato l’intera giornata la gente che si recava folta alle urne. Una curiosità; forse una casualità. Tra le più belle canzoni popolari che i giovani di Sanza hanno scritto e musicato per questa campagna elettorale c’è certamente: “fischia il, vento a lu cumento”. Un testo bello, intenso, cantato a gran voce da centinaia di giovani. Il vento del cambiamento. Sarà quindi vero che mai nulla è a caso. Sarà forse vero, dunque che se pure il Dio del tempo, quello meteorologico, ha voluto dare un segno, ieri, il vento “a lu cumendo” ha preannunciato con ampio anticipo la vittoria che ha “spazzato” via candidati e sostenitori della lista Alternativa per Sanza. Ebbene si, perché a gran voce nella notte appena scorsa, fino a quando la luce del mattino era già alta, u’ Cumendo è stato popolato da centinaia di giovani che hanno cantato fino all’ultimo filo di voce: “Fischia il vento, fino a lu cumento” a consacrare la vittoria elettorale della lista CambiaMenti per Sanza guidata da Vittorio Esposito. Una vittoria netta; chiara, mi verrebbe da dire: di manifesta superiorità. Una vittoria della gente, del popolo unito che “non cede ai ricatti”. Si, anche questa era una frase riportata in un’altra canzoncina, quella scritta e musicata dai sostenitori della lista pesantemente sconfitta. Quella del sindaco uscente Francesco De Mieri. De Mieri, un uomo semplice, umile, così si è sempre definito lui. In realtà, questo va detto lo è per davvero. Ma umile e semplice è la tanta gente che ha voluto dimostrare con il proprio voto che all’umiltà ed alla semplicità bisogna aggiungere per forza autorevolezza e competenza per amministrare, per guidare un comune. Per dare speranza e futuro. De Mieri, una brava persona, per carità, ha perso la sua grande occasione: quella di rimanere nella storia per essere stato un sindaco scelto dalla gente; un sindaco fortunato; uno che dall’oggi al domani si è trovato ad indossare la fascia di primo cittadino senza sapere neppure perché. Lo aveva scelto la gente. Lui, De Mieri, che ha sofferto molto in questi cinque anni di amministrazione l’impreparazione amministrativa, aveva deciso ed annunciato, proprio al nostro giornale, la sua ritirata. Aveva detto di non volersi più ricandidare. Aveva sostenuto di “aver dato ciò che era nelle sue capacità e che, stanco e devastato dall’esperienza amministrativa” avrebbe lasciato il passo a giovani volenterosi che avessero avuto voglia di provarci. Un annuncio questo che aveva effettivamente favorito il passo avanti di un giovane, un avvocato, Assunta Antonucci. Ma evidentemente la Antonucci non andava bene, non tanto a lui, ma a qualche regista improvvisato che puntualmente, ogni cinque anni, appare sulla scena politica sanzese per mettere su’ il suo spettacolo da buon burattinaio. Grave errore, quello commesso da De Mieri. Il vento, quello del Cumento, lo ha spazzato via, di netto. Sconfitto con 350 voti di scarto. Ancor più clamorosa la bocciatura del vice-sindaco uscente, l’avvocato Antonio Forte che in un primo momento aveva addirittura fatto paventare una sua candidatura a primo cittadino, in sostituzione di De Mieri. Insomma, come dire, quando non si ha l’umiltà di capire, di comprendere, di accettare. Eppure in campagna elettorale la parola umiltà è stata una delle parole più usate ed abusate. Peccato che, come abbiamo sempre sostenuto, bisogna conoscerne il significato; evidentemente chi ne ha fatto abuso, non solo non lo conosce, ma neppure comprende, il senso dell’essere umili che nulla ha a che vedere con l’essere impreparati, incompetenti, inadeguati, inadatti. Ora però, questa è una certezza, ci sarà tutto il tempo di spiegare, di dimostrare, con i fatti, che si può essere umili, certo, ma soprattutto occorre essere preparati, competenti ed autorevoli per guidare un paese. Ebbene si. Il voto dei cittadini di Sanza, questa è la lezione impartita, ha sconfitto, spazzato via, con il “Fischio del vento, fino a lu cumento” quel senso di mediocrità che con l’inganno è stato fatto passare per umiltà. Meditate gente, meditate.