Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Fiducia al Governo Conte, al Senato si parte da 166, solo cinque in più.

di Lorenzo Peluso.

Dialogo con l’Unione europea per rivedere il patto di stabilità, nell’ottica di un rapporto critico ma costruttivo con le istituzioni Ue: l’obiettivo, costruire un’Europa più giusta e più equa. Questi alcuni dei punti chiave del discorso che il premier Giuseppe Conte pronuncerà alla Camera lunedì, in occasione del voto di fiducia. Il presidente del Consiglio ieri ha incontrato i neo-ministri dell’Interno e dell’Economia, Luciana Lamorgese e Roberto Gualtieri, ed è al lavoro per limare il suo intervento, che in larga parte sarà dedicato ai temi economici e dell’ambiente. A partire dalla manovra finanziaria. La prossima legge di bilancio nelle intenzioni di Conte dovrà puntare su crescita e sviluppo, e avrà come focus famiglie, giovani e imprese. E poi il tema della sburocratizzazione, da sempre caro al premier del governo giallorosso, nel segno dell’innovazione e della ‘Smart Nation’, per “un Paese più semplice”. Se alla Camera non vi sono problemi di numeri per la maggioranza PD-5Stelle al Senato c’è qualche perplessità. Occhi puntati sul gruppo delle Autonomie, a palazzo Madama, in vista del dibattito e, soprattutto, del voto, prevedibilmente martedì, per la fiducia al governo Conte bis. 8 senatori, dei quali tre dell’Svp e due senatori a vita, le cui scelte avranno un peso per assicurare la navigazione della maggioranza ‘giallorossa’. Che al momento conta su 165-166 voti garantiti da M5S, Pd e Leu (che da soli si attestano su 162) e altri senatori delle Autonomie. Non abbastanza rassicuranti per una navigazione tranquilla, dato che la maggioranza assoluta è a quota 161. Fari accesi, naturalmente, sui cinque ex M5S nel gruppo Misto, fra i quali Paola Nugnes parrebbe la più chiaramente orientata a favore. Solo domani, domenica, i due senatori del Maie, Ricardo Merlo e Adriano Cario, con una conferenza via Skype, decideranno il da farsi.  Ci sono poi i senatori Svp, Julia Unterberger, Dieter Steger e Meinhard Durnwalder (nel gruppo Autonomie), che propendono verso una benevola astensione. Ma sarà una riunione del partito, lunedì pomeriggio dopo le dichiarazioni programmatiche di Giuseppe Conte alla Camera, a decidere se attestarsi su questa linea o passare all’appoggio esplicito. Ma le interlocuzioni svolte nel frattempo con Maria Elena Boschi lascerebbero ben sperare la maggioranza. Quanto ai senatori a vita iscritti al gruppo, Elena Cattaneo sarebbe ancora indecisa, mentre non si sa se il Presidente emerito Giorgio Napolitano potrà essere in aula. Orientati a favore dell’esecutivo, infine, sono Pier Ferdinando Casini, Gianclaudio Bressa, e, a certe condizioni legate agli impegni sulle questioni del territorio e della montagna, di Albert Laniece (Union Valdotaine).