Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Femminicidio – Al via la commissione di inchiesta verso una Legge quadro

redazione

Perseguire, proteggere e soprattutto prevenire, monitorando le politiche attuate: riparte anche in questa legislatura la commissione d’inchiesta parlamentare sul femminicidio, che nel solco dell’esperienza precedente si muoverà secondo le “4P” , i quattro pilastri dettati dalla Convenzione di Istanbul: obiettivo prioritario sarà quello di svolgere un’inchiesta sullo ‘stato di attuazione’ normativo, regolamentare e giuridico, oltre che sulle prassi in uso, delle politiche volte a contrastare le violenze di genere. Con un vero grosso faro all’orizzonte, come spiega la presidente della Commissione Valeria Valente (Pd): “L’obiettivo a lungo termine è una legge quadro sul fenomeno della violenza sulle donne, costruire una legge omnicomprensiva che provi a risistemare tante norme che pure sono state votate in questi anni, e ne aggiunga di nuove” spiega. Quello nell’immediato invece “è finalmente affermare una cultura, quella della prevenzione, che significa lavorare sull’educazione ai sentimenti nei confronti dei più giovani: l’amore non può essere mai violenza e bisogna saper educare i nostri ragazzi a sapersi amare e rispettare. Ci sono stati tanti interventi in questi anni nel campo della repressione, noi siamo certamente favorevoli a pene certe e rigorose, ma a fianco a questo c’è bisogno di intervenire ancora di più sul terreno della protezione delle vittime rafforzando le reti e guardando bene quali sono ancora le difficoltà e poi investire sulla cultura della differenza”. La commissione al momento avrà durata di un anno, con possibilità di proroga, nel corso del quale “l’auspicio è sì di arrivare a qualcosa dal punto di vista legislativo, tuttavia dato il tempo a disposizione è più cose possiamo fare in termini di prevenzione, protezione e punizione meglio è”. Donatella Conzatti (Fi), l’altra vicepresidente della commissione, ricorda che “una donna su tre tra i 16 e i 70 anni ha subito qualche forma di violenza, i maltrattanti nell’80 percento dei casi sono partner e ex compagni. La Convenzione di Istanbul ci ha suggerito un sistema integrato di difesa, e non dobbiamo guardare solo alle vittime ma anche a chi commette violenza: questo fenomeno finirà quando l’aggressore si convincerà che quello non è un modello culturale accettabile: oggi esiste un programma di rieducazione che è facoltativo, chiederemo al parlamento di far uno sforzo in più e renderlo obbligatorio”.