Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Fake news, gli italiani creduloni.

redazione

A più della metà degli utenti di internet è capitato di dare credito a notizie false circolate in rete (“spesso” al 7,4%, “qualche volta” al 45,3%, per un totale pari al 52,7%). La percentuale scende di poco, rimanendo comunque al di sopra della metà, per le persone più istruite (51,9%), ma sale fino al 58,8% tra i più giovani, che dichiarano di averci creduto “spesso” nel 12,3% dei casi. Il dato è fornito dal Censis nel rapporto sui media presentato il 4 ottobre a Roma. Quali sono i giudizi espressi sulle fake news? Per tre quarti degli italiani (77,8%) si tratta di un fenomeno pericoloso, soprattutto per i diplomati e laureati (80,8%). Sempre i più istruiti ritengono, con valori superiori alla media della popolazione, che le “bufale” sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e che favoriscono il populismo (69,4%). I giovani danno meno peso a queste valutazioni. Quelli nella fascia d’età tra i 14 e i 29 anni ritengono nel 44,6% dei casi che l’allarme sulle fake news sia sollevato dalle vecchie élite, come i giornalisti, che a causa del web hanno perso il loro potere. Ecco perché le smentite degli organi di stampa spesso non riescono a mettere in crisi le false notizie che circolano in rete: specie tra i giovani, cresciuti con il mito di internet inteso come regno della libertà.