Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Esteri – L’ignoto prende forma. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump lavora al suo programma

redazione

Il Presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto Reince Preibus come ‘chief of staff’ della Casa Bianca. Un primo incarico che ridimensiona radicalmente lo spirito anti-establishment del tycoon: Priebus è il Presidente del Partito Repubblicano e rappresenta appieno il Grand Old Party, nonostante il suo sostegno a un candidato che ha creato la rottura con il partito. Ma d’altro lato Trump resta fedele al suo approccio di cambiamento radicale e sceglie Steve Bannon come alto consigliere del Presidente e responsabile della strategia della futura amministrazione. Bannon, 62 anni, è stato direttore della campagna di Trump, si attesta su posizioni da ultraconservatore e incarna il lato outsider che ha motivato l’elettorato di Trump. Intanto da Bruxelles arriva la presa di posizione. Continuare ad avere rapporti stretti con gli Stati Uniti nonostante il cambio d’amministrazione. È il messaggio più esplicito emerso dalla cena informale dei Ministri degli Esteri europei che ha avuto come oggetto le relazioni con gli Usa dopo l’elezione di Donald Trump. “Abbiamo sentito che ci sarà un approccio più americano nella gestione degli affari” ha detto il Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak “ma d’altro canto dovrebbe anche esserci più Europa da parte nostra. Tuttavia nessuno ha mai messo in dubbio il risultato delle elezioni o il fatto che siamo tutti pronti a lavorare con gli Stati Uniti”. Due le assenze di peso alla cena dedicata ai rapporti tra le sponde dell’Atlantico: la prima quella del Ministro francese Jean-Marc Ayrault, impegnato nei preparativi dell’incontro, lunedì a Parigi, con il nuovo Segretario Generale dell’Onu António Guterres. La seconda, il plateale boicottaggio del britannico Boris Johnson che ha dichiarato l’incontro privo di interesse. “Direi che oggi in Europa c‘è meno sorpresa nel vedere il Regno Unito assente rispetto a quanta non sia la sopresa nel vederlo al tavolo dei Ventotto” ha commentato con ironia la responsabile della diplomazia europea Federica Mogherini. “Immagino sia normale che il Paese che ha deciso di lasciare l’Unione non sia interessato alle nostre discussioni sul futuro delle relazioni con gli Stati Uniti”.