Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Esiste un asse Parigi–Berlino. Ma senza l’Italia nessuna difesa europea.

redazione

L’asse Parigi-Berlino esiste “perché storicamente Francia e Germania lavorano su assetti comuni” ma ad ogni modo “vi dico che non si fa la Difesa europea senza l’Italia”. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in audizione l’8 novembre alla Camera, ammette l’esistenza di una privilegiata nel settore della difesa tra Francia e Germania, ma allo stesso tempo rivendica la centralità del ruolo dell’Italia. Anzi, secondo Pinotti “questo asse franco-tedesco molto forte rende l’Italia un riferimento per altri Paesi perché un eccesso di polarizzazione su quell’asse preoccupa alcuni. E quindi l’Italia ha uno spazio di gioco e di leadership legato a questo”. Ad ogni modo non ci sono spaccature in seno all’Europa, assicura il ministro, anzi: “Negli ultimi 12 mesi il percorso fatto verso una integrazione di Difesa europea è molto più attivo rispetto agli ultimi 60 anni. Siamo alla vigilia di passaggi importanti: la Brexit, gli Stati Uniti che mettono in primo piano l’America e chiamano gli alleati a essere protagonisti, le minacce del terrorismo interno ed esterno, e c’è una nuova volontà politica importante sul tema della sicurezza”. Una volontà che secondo il ministro si riflette anche sull’industria, e di cui l’Italia deve saper approfittare: “Se va avanti il processo di integrazione europea della difesa deve andare avanti un processo di aggregazione industriale, altrimenti le idee vanno da una parte e gli interessi dall’altra. Ci sarà un grande movimento e noi dobbiamo fare attenzione a non rimanerne fuori”. Per questo “abbiamo spinto molto affinché l’attenzione alle Pmi fosse alta; pensiamo di incentivare le grandi imprese ad aprire la loro catena di subfornitura attraverso una competizione europea aperta e trasparente, nonché riservando ai progetti di dimensione delimitata una piccola quota di fondi”. Questo perché “pensiamo che la spinta debba essere ad avere più Paesi coinvolti, un aspetto più importante della dimensione bilaterale”.