Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Esiste, è a pochi passi da noi, la Collina delle Orchidee. Provare per credere.

di Lorenzo Peluso.

Esiste un luogo dove il profumo della vita, della natura, inebria la mente donandole la sensazione di pace, di libertà, di bellezza. E’ la Collina delle Orchidee, lungo la strada di accesso alla vetta della Campania, il Monte Cervati a Sanza, nel basso salernitano. A poche centinaia di metri da Colle del Pero, la terrazza panoramica da cui è possibile ammirare Stromboli a sud, la costa calabra e Maratea, poi volgendo lo sguardo ad ovest, la costa cilentana, Capo Palinuro ed i Golfo di Salerno, a maggio c’è il rischio di rimanere folgorati dalla bellezza del Creato. Si stagliano verso il cielo, donando colore al verde intenso dei prati rigogliosi, migliaia di orchidee. Orchidee selvatiche e spontanee, 68 specie diverse, 57 sottospecie, 35 varietà, e una miriade di ibridi. E’ lo stesso luogo dove a luglio poi fiorirà la lavanda. E’ tappa obbligata per coloro che vogliono ammirare l’Affunnaturo di Vallevona, la cavità carsica più importante del Mediterraneo, dove sorge il fiume Bussento. Gli occhi sono rapiti dalla bellezza delle Orchis italica, l’Orchis simia, la bellezza della Ophrys apifera e l’intrigante Orchis papilionacea. Una meraviglia della natura, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. A prendersi cura di questo luogo i volontari dell’associazione naturalistica Tre T del Cervati. Sono loro a controllare che ogni anno, nei primi giorni di maggio, le orchidee rinnovino la bellezza di questo luogo. Si prendono cura del territorio ed anche degli amanti della natura. Prendono per mano i visitatori, gli escursionisti, li accompagnano, li guidano, raccontano la bellezza e la fortuna di vivere in questo paradiso. Escursioni rispettose dei luoghi, rigorosamente a piedi, fautori di quel turismo lento, che immerge l’uomo nella natura, offrendo la possibilità di rigenerare l’anima, il corpo, la mente. E’ questa la ricetta offerta da questi giovani che si sono messi in gioco con l’obiettivo di “restare”. Si, proprio così, perché è questa la sfida dei giovani del Sud, trovare un modo per restare, per non andare, per realizzare qui, al sud il proprio progetto di vita. Allora incontrandoli diviene semplice capire come. Mariano, con il suo fare semplice e delicato, racconta del lupo, il padrone del Cervati, che scorazza tra i faggi meravigliosi della vetta della Campania. L’aquila reale che qui nidifica,  l’eleganza del volo del falco. Il Gracchio corallino, che solo qui si può ammirare. Vincenzo, racconta della maestosità dell’antico Abete Bianco, unica stazione di era preistorica che esisti nell’Appennino Meridionale. Ti accompagna in silenzio ai piedi del maestoso Abete dove poi dall’emozione non si trovano le parole. Giuseppe, ti prende per mano e si inoltra nella lunga galleria scavata a mano, di oltre 300 metri nel buio delle tenebre dove l’unico suono è il sibilar del vento ed il gocciolare delle stalattiti, e poi, all’improvviso il buio diviene luce e ci si ritrova al centro dell’Affunnaturo di Vallevona dove esiste una biodiversità unica nel Mediterraneo. Concetta nel mentre racconta le tradizioni della pastorizia che da questi luoghi hanno tratto sostentamento donandoci poi nel tempo la bellezza ed i profumi del caciocavallo di Vallevona, la mozzarella nella mortedda. Denis e Mariassunta, curano come se fossero propri congiunti, ogni singolo visitatore, perché qui la parola d’ordine è sentirsi a casa. Insomma si può fare, si può vincere la sfida del restare, guardandosi intorno e offrendo quel che si ha. Perché è una fortuna averlo ed è giusto far godere di questa bellezza tutti coloro che vogliono conoscere un luogo unico, che esiste, ed è a pochi passi da noi: la Collina delle Orchidee. Provare per credere.