Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Emigrazione sanitaria fuori regione per i salernitani. Squillante: "la mancanza di fiducia è anche responsabilità della politica".

di Lorenzo Peluso.

Salerno – Ha destato sconcerto l’inchiesta sull’emigrazione sanitaria extraregionale dei cittadini salernitani. Sull’argomento abbiamo chiesto il punto di vista del Direttore generale della ASl di Salerno, Antonio Squllante.
430mila salernitani che ogni anno si recano fuori regione per usufruire di prestazioni sanitarie specialistiche, in regime ambulatoriale, con un costo per la Regione Campania di poco meno di 11milioni di euro. Solo la punta di un iceberg molto profondo che conta anche oltre 22mila ricoveri ospedalieri extraregionali con una spesa di poco inferiore agli ottantamilioni di euro. Numeri importanti che abbiamo sottoposto all’attenzione del Direttore generale della ASL di Salerno, Antonio Squillante (nella foto). Lo stato di salute reale della sanità salernitana? “I numeri proposti dalla tua inchiesta offrono uno spaccato significativo su cosa sia la sanità oggi nel salernitano. Purtroppo, per certi versi la questione emigrazione non mi è nuova. I salernitani, molto più di altri, evidentemente usufruiscono della possibilità di recarsi altrove per le proprie cure. Ma io credo che i dati riportati dal Corriere vadano letti ed interpretati più a fondo al fine di concretizzare il processo virtuoso che abbiamo già innescato, e che certo ci farà a breve invertire la tendenza”. Nella qualità di manager di della ASL di Salerno, che approccio programmatico ha attivato o comunque intende attivare per invertire la rotta? “La questione è da inquadrare su tre diversi livelli. La sfiducia che evidentemente i cittadini salernitani hanno verso le strutture e personale medico infermieristico impone di lavorare subito sui servizi erogati. Occorre attivare una vera e propria campagna di marketing per far conoscere la qualità e le eccellenze che nel nostro territorio comunque ci sono. Dobbiamo poi migliorare la qualità dell’offerta dei servizi sanitari e prestazionali. In tal senso, mi hanno colpito i dati riferiti ai trattamenti chemioterapici. La recente apertura del Polo Oncologico di Pagani è una prima risposta. Per questo tipo di trattamento, il prossimo anno, certo avremo un cambio netto di cifre. Infine, chi indirizza i pazienti ad affrontare determinate cure in alcune strutture, piuttosto che altre, sono i medici di base. In questo caso, attiveremo un percorso informativo che porti alla luce la reale capacità di offerta sanitaria, singolarmente, alle 15 strutture ospedaliere salernitane. E la politica in tutto questo? Inutile dire che questi numeri sono un segnale forte che la politica deve saper cogliere. La mancanza di fiducia da parte dei cittadini è anche il frutto della atavica contrapposizione politica che spesso interessa a livello locale fazioni campanilistiche. Un danno enorme all’immagine della sanità; dei professionisti che vi operano e del loro impegno quotidiano. Inviterei la classe politica salernitana a leggere con attenzione i dati, che certo sono frutto di anni di atteggiamenti sbagliati, a prescindere dai colori e dalle casacche politiche che si sono alternate. E’ ora di cambiare marcia”.