Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Elezioni regionali, sarà il Vallo di Diano a decidere del suo destino.

di Lorenzo Peluso

L’ultima volta che è accaduto è stato un successo. 15mila voti, era il 5 maggio 2010.  Consigliere Regionale della Campania, primo eletto tra le fila del Partito Democratico in Provincia di Salerno, Donato Pica. Durerà cinque anni l’esperienza, in opposizione alla giunta Caldoro. Alle successive regionali del 2015 non sarà rieletto ed il Vallo di Diano da quel momento non avrà più un rappresentante del territorio nel parlamentino regionale. A settembre la nuova consultazione elettorale per le regionali. Premono le ricandidature degli uscenti, tutti uomini vicini al ricandidato governatore Vincenzo De Luca per il centrosinistra. Altra storia per il centrodestra che nell’area del Vallo di Diano non ha personaggi di spicco, fatta eccezione per l’imprenditore Valentino Di Brizzi, storicamente uomo di Forza Italia, spesso tradito dallo stesso partito d’appartenenza in appuntamenti che potevano consentirgli di fare quel salto di qualità che però non si è mai concretizzato. Da qualche tempo lo stesso Di Brizzi ha manifestato una certa distanza dagli ambienti di Forza Italia, dunque incerta una sua candidatura. Nelle prossime settimane arriverà anche la conferma di una probabile candidatura dell’assessore uscente Corrado Matera, anch’egli del Vallo di Diano. Matera però, va ricordato, non si è misurato, nell’ultima competizione elettorale per le regionali con l’elettorato, è stato infatti designato in giunta dallo stesso De Luca, a seguito dell’accordo con gli ambiente demitiani e grazie al passaggio di testimone con Luigi Cobellis. Accordo confermato con De Mita, anche per questa tornata elettorale, dunque quasi certa la candidatura per Matera che nella qualità di assessore al turismo della Campania, insomma, un certo consenso lo ha conquistato sul campo. In realtà, tutto questo ragionamento per arrivare alla novità assoluta per il Vallo di Diano, la candidatura del sindaco uscente di Sassano, non ricandidabile, attuale presidente del Parco del Cilento, Tommaso Pellegrino. Sarà lui il candidato di Italia Viva, certamente capolista, che contenderà il seggio in Consiglio regionale, partendo da una base elettorale, quella del Vallo di Diano, che non può bastare per i numeri. Pellegrino dovrà fare i conti anche con la presenza sul territorio dei consiglieri ed assessori uscenti del Pd che sono molto radicati nel Vallo pronti a chiedere il conto ai sindaci che in questi anni hanno raccolto, e non poco, dalla regione. L’accordo chiuso nei giorni scorsi tra Renzi e De Luca, tuttavia, mette Pellegrino nella condizione di poter pretendere spazio sul territorio. Altro elemento spendibile, in campagna elettorale per Pellegrino, sarà certo la sua notorietà ed i suoi rapporti maturati nel Cilento nella qualità di Presidente dell’Ente Parco. Senza però disperdersi nel ragionamento, per il Vallo di Diano, area di 15 comuni e poco più di centomila abitanti, ritorna la questione perennemente aperta della scelta, mai concretizzata, di puntare su un uomo del territorio per farsi rappresentare in Consiglio regionale. partendo da cosa accadde nel 2010, quando fu eletto Donato Pica, va ricordato che il successo di allora fu costruito con un’abile strategia politica che vide il candidato Pica beneficiare di appoggi politici ed elettorali importanti, nella Piana del Sele e nell’agronocerino-sarnese, oltre che nella città di Salerno, all’epoca con la presenza consolidata del deputato lettiano Guglielmo Vaccaro. Come dire che i soli voti del Vallo di diano mai potranno bastare, se non concentrati in modo assoluto, per eleggere un uomo al parlamentino regionale. Nel caso specifico poi di Pellegrino vi è anche un’altra variabile che incide e non  poco. Il consenso generale che Italia Viva deve ancora dimostrare nelle urne. Va detto però che la candidatura di Tommaso Pellegrino, comunque andrà il risultato, è necessaria per il suo futuro da leader nel partito di Renzi, anche in prossimità di una campagna elettorale per la Camera che prima o poi arriverà. Per il Vallo di Diano ci sarà anche un altro probabile candidato che tenterà di raccogliere consensi; se pur cilentano di origine, negli ultimi anni si è stabilito a Padula e nel ruolo attuale di Consigliere provinciale si è comunque messo in mostra. Si tratta del socialista Giovanni Guzzo che con buona probabilità accetterà la candidatura propostagli dal PSI di Enzo Maraio. Naturalmente non mancheranno le candidature di servizio che come sempre serviranno solo ed esclusivamente per il quorum delle singole liste, vale per i Cinque Stelle, per la Lega, per Fratelli d’Italia ecc, disperdendo però quei necessari consensi che se concentrati su un candidato del territorio, superando la questione ideologica, un candidato  riconosciuto in modo univoco quale rappresentante dello stesso territorio, viceversa potrebbero consentire di raggiungere l’obiettivo. Infine, un’ultima considerazione va fatta per gli eventuali candidati del Pd e delle liste civiche collegate a Vincenzo De Luca. In questo caso, se la decisione di De Luca sarà dare spazio ad attuali consiglieri ed assessori ricandidati, allora non vi è spazio per un candidato del territorio in quota Pd. Viceversa se sarà necessario tenere unita la compagine Pd ed eventualmente contrastare altre candidature che dal territorio arriveranno, allora c’è da scommettere che lo stesso De Luca farà scendere in campo uomini fidati del comprensorio valdianese che affronteranno al campagna elettorale e raccoglieranno consenso se pur consapevoli dell’impossibilità di una elezione. Insomma, come sempre, sarà il Vallo di Diano a decidere del suo destino.