Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Elezioni politiche del 4 marzo. Magari è ora di parlare di programmi.

di Lorenzo Peluso

Una pessima campagna elettorale per le politiche del prossimo 4 marzo. Partiti e leader politici impegnati a denigrarsi piuttosto che spiegare agli elettori come intendono cambiare il Paese. Dunque abbiamo deciso di approfondire i diversi programmi elettorali, quelli ufficiali, provando a mettere in relazione le diverse scelte per la risoluzione dei tanti problemi del Paese. Centrale per il paese rimane l’emergenza del lavoro giovanile e il rafforzamento del sistema impresa e quello industriale. Dati positivi relativi al 2017 arrivano dall’Istat. Gli occupati sono a quota 23 milioni e 183 mila, il dato più alto degli ultimi 40 anni. Una crescita che però riguarda in gran parte i contratti a termine. Quelli a tempo indeterminato sono stati solo il 10% dei 500.000 nuovi contratti nel terzo quadrimestre dello scorso anno. Analizziamo dunque partito per partito cosa ci si propone. Partiamo dal PD.

Lavoro – Per il Partito Democratico centrale è limitare i contratti a tempo determinato, scoraggiando altre fome di flessibilità. L’idea è di far scendere nell’arco di 4 anni il costo dei contributi per i tempi indeterminati a tutele crescenti dal 33% al 29%. Costo: 10 miliardi a regime. La lotta alla povertà invece viene combattuta con un altro reddito, quello di inclusione. Fisco e tasse – Riduzione di Ires e Iri per incentivare le imprese un taglio strutturale di 4 punti dei contributi dal 33% al 29%. Sull’argomento sgravi per carichi familiari, ci saranno degli assegni per ogni figlio. Industria – Proroga dell’iperammortamento fiscale per i beni digitali ma con aliquote a calare nel corso della legislatura. Europa –  Superamento dei criteri di calcolo fondati sul deficit strutturale e rispetto della soglia del 3% del rapporto deficit/pil.

Movimento 5 Stelle
Lavoro –  Il Movimento 5 Stelle, è piu cauto sulla Fornero. Via invece il Jobs Act, sotto i 15 dipendenti non serve l’articolo 18, è stato detto. Restano invece gli 80 euro di bonus in busta paga. Promossi invece gli investimenti ad alto moltiplicatore occupazionale per creare nuove professioni. Altra novità il redditto di cittadinanza: 780 euro destinati agli occupati e ai disoccupati. Fisco e tasse – Revisione degli scaglioni Irpef, oltre ad un abbassamento delle tasse sulle imprese. Industria – Il Movimento 5 Stelle invece ha pensato ad una banca pubblica per gli investimenti per le piccole imprese e un piano da 50 miliardi per gli investimenti nei settori strategici. Europa –  Alle sue origini anti europeista il Movimento si schiera contro le politiche di austerità, proponendo un’alleanza dei paesi del sud Europa.

Centrodestra – Forza Italia – Costo dell’operazione per le casse dello Stato, 80 miliardi a regime nel 2025. A sostengo delle famiglie, si parla dell’introduzione di un reddito di dignità per chi vive sotto la soglia della povertà. Rispetto della soglia del 3% rapporto deficit/pil. Introduzione della flat tax, intorno al 23%, da applicare alle imprese che semplifichi gli adempimenti. Un’operazione da 30 miliardi nel modello Berlusconi. LEGA – Abolizione della legge Fornero, con una revisione del sistema pensionistico. Costo dell’operazione per le casse dello Stato, 80 miliardi a regime nel 2025. Conferma che se il 3% dovesse danneggiare il risparmio, le famiglie e il lavoro è meglio che non ci sia. Fratelli d’Italia – Abolizione della legge Fornero, sostegno alla flat tax. Si allo sforamento del 3% purchè la spesa in deficit è peri il futuro dei giovani.

Liberi e Uguali – Lavoro –  Aumento dei contratti a tempo indeterminato, reintroducendo “le garanzie eliminate dal Jobs Act”. Riduzione dei contratti precari.  Fisco e tasse: Eliminazione delle tasse universitarie. Aumento degli scaglioni in senso progressivo. Industria. Lotta al precariato per rilanciare la produttività. Europa: Posizioni discordanti: pro-europa (Bolrdini), Fassina (no-euro).

+Europa – Lavoro: Potenziamento centri per l’impiego.Mentoring per i giovani lavoratori. Fiscoe tasse: Semplificazione delle aliquote in tre scaglioni. industria: Continuare il percorso di Industria 4.0, migliorare la ricerca per stimolare la crescita. Europa:  Valorizzazione di tutto ciò che significa Europa. In termini economici, “la libertà di circolazione al suo interno di persone, capitali, beni e servizi sono la dimostrazione migliore degli effetti virtuosi della concorrenza per la generazione di ricchezza e opportunità”.

Ecco, questa li sintesi dei programmi elettorali proposti. I programmi elettorali ad un primo sguardo non sono poi così diversi. Ci sono importanti differenze sul dossier Europa e immigrazione ma anche molte similitudini in materia economica. Dunque, a voi elettori l’invito a considerare le cose da fare, tanto, chi siederà in parlamento, per certi versi è già deciso. Lo hanno deciso le segreterie di partito, agli elettori solo l’atto di notifica. E che Dio abbia pietà di noi, tutti.