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Editoria. Di Maio: azzeramento dei finanziamenti pubblici ai giornali. 54 le testate che hanno ricevuto dei contributi.

redazione

Nel corso della riunione con i ministri, Luigi Di Maio ha chiesto con forza di inserire nella Legge di Bilancio “il progressivo azzeramento dei finanziamenti pubblici ai giornali e il taglio dei costi della politica, eliminando il più possibile gli sprechi oggi esistenti: auto blu e voli di stato in primis”. “Sono le nostre battaglie ed è ciò che abbiamo promesso agli italiani, quando in campagna elettorale parlavo di cambiamento e di politica come servizio intendevo anche questo”, ha aggiunto Di Maio secondo fonti di governo. Con una legge del 1981 si era stabilito che in Italia fosse previsto un contributo fisso per ogni copia stampata, con la cifra che subiva una maggiorazione del 15% nel caso il giornale fosse edito da una cooperativa di giornalisti. Nel 1990 poi le già ampie maglie del finanziamento vengono allargate ulteriormente anche ai giornali organi di partito presenti al Parlamento Europeo: per avere i soldi quindi bastava avere anche un solo eurodeputato. Nel 2008 però il parlamento ha iniziato a mettere mano alla legge sul finanziamento all’editoria, abolendo per prima cosa ogni criterio legato alla tiratura. Alla fine nel 2014 il sistema di contribuzione diretta è stato abolito. Al momento quindi esiste una forma di finanziamento che è regolato dalla legge n.198 del 2016, proposta dal ministro allo Sport con delega all’editoria Luca Lotti. Nel decreto viene definito chi può richiedere il contributo pubblico. Cooperative giornalistiche; Enti senza fini di lucro e imprese possedute interamente da enti senza fine di lucro; Quotidiani e periodici delle minoranze linguistiche; Imprese ed enti che editano periodici per non vedenti o ipovedenti; Associazioni di consumatori; Imprese editrici di quotidiani e periodici diffusi all’estero e le radio e tv locali. Contrariamente a quello che avveniva in passato, sono esclusi invece dal finanziamento i giornali organi di partito e quelli che fanno capo a gruppi editoriali quotati o che comunque sono partecipati da società quotate. Nel 2016, ultimo anno in cui è possibile risalire ai pagamenti visto che vengono emessi l’anno successivo con quelli relativi al 2017 che ancora devono uscire, sono state 54 le testate che hanno ricevuto dei contributi. In testa c’è Avvenire con quasi 6 milioni ricevuti, con Italia Oggi e Libero che completano il podio. Altri giornali nazionali presenti nell’elenco sono Il Manifesto, Il Foglio, Secolo d’Italia, L’Opinione e La Voce.