Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – L’Istat taglia le stime di crescita

redazione

Nel 2019 il prodotto interno lordo (Pil) è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in “deciso rallentamento” rispetto all’anno precedente. Lo si legge nelle previsioni dell’Istat. Nel primo trimestre 2019 il Pil ha invertito la tendenza negativa emersa nel secondo semestre del 2018, registrando un aumento congiunturale (+0,2 per cento). La ripresa è stata alimentata dal contributo positivo della domanda estera netta mentre la componente nazionale (al lordo delle scorte) ha fornito un contributo negativo. Nell’attuale scenario di previsione, si ipotizza il proseguimento della fase di una “politica monetaria accomodante e un conseguente effetto limitato dell’incertezza sui mercati finanziari e del credito”. Tuttavia, l’evoluzione di alcuni fattori quali l’acuirsi delle tensioni commerciali, le decisioni connesse alla Brexit e più in generale alla fase di ricostituzione del Parlamento europeo, potrebbero generare un “aumento dell’incertezza” sui mercati finanziari. Utilizzando il modello MeMo-It dell’Istat, rispetto alle variabili esogene specificate, per il 2019 si è quantificata l’ipotesi di un “peggioramento delle condizioni di incertezza economico politica che, misurato da un ritorno del relativo indicatore ai livelli medi del periodo 2012-2014, avrebbe “effetti prevalentemente sulle scelte di investimento delle imprese portando a una riduzione degli investimenti in macchinari e attrezzature (-0,9 punti percentuali) rispetto allo scenario base”. Conseguentemente, il totale degli investimenti diminuirebbe (-0,3 punti percentuali). Rispetto al quadro diffuso a novembre 2018, lo scenario previsivo dell’Istat mostra quindi, “una significativa revisione al ribasso”. Il cambiamento dello scenario internazionale si è riflesso in una riduzione delle previsioni di crescita del commercio mondiale (-0,9 punti percentuali) e del Pil mondiale (-0,3 punti percentuali). Conseguentemente, le previsioni di crescita delle esportazioni e importazioni si sono sensibilmente ridotte anche se il contributo della domanda estera netta è rimasto invariato.