Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – La situazione economica del Paese è peggiorata

redazione

Incubi più che sogni: male economia e sicurezza. Secondo il 55,4% degli italiani negli ultimi dodici mesi la situazione economica del Paese è peggiorata (per il 36,9% è rimasta uguale, solo per il 7,7% è migliorata). Per il 42,3% è peggiorato anche l’ordine pubblico, il rischio di essere vittima di reati (la situazione è rimasta uguale per il 47,6%, è migliorata per il 10,1%). Forte è il timore che il peggio debba ancora arrivare, perché l’incertezza pervasiva fa vedere tutto nero. Nei prossimi dodici mesi la situazione economica peggiorerà ancora per il 48,4% degli italiani (resterà uguale per il 34,7%, migliorerà solo per il 16,9%), per il 40,2% peggiorerà anche la sicurezza (resterà stabile per il 42,4%, migliorerà per il 17,4%). La psicologia del peggio attanaglia le menti degli italiani. E tutto ciò non è funzionale al rilancio di una solida crescita per tutti. È quanto emerge dalla ricerca «Cosa sognano gli italiani» realizzata dal Censis in collaborazione con Conad nell’ambito del progetto «Il nuovo immaginario collettivo degli italiani». La fase di bassa crescita dell’economia mondiale, confermata dagli indicatori di inizio 2019, ha interessato un numero crescente di paesi. Le prospettive economiche continuano a essere caratterizzate da rischi al ribasso. Così l’Istat nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Secondo la stima preliminare, nel primo trimestre 2019, il Pil italiano ha interrotto la fase di lieve flessione che aveva caratterizzato la seconda parte del 2018, registrando un aumento congiunturale pari a 0,2%. A marzo, anche il mercato del lavoro ha mostrato segnali di ripresa, segnando un ulteriore miglioramento del tasso di occupazione e una riduzione della disoccupazione che, tuttavia, si mantiene ancora distante dai livelli registrati nell’area euro. Il forte calo della disoccupazione non ha permesso comunque di ridurre il gap con la zona euro. Nel periodo marzo 2018-marzo 2019, il tasso di disoccupazione è infatti diminuito di 0,8 percentuali sia in Italia sia nei paesi dell’area euro, per i quali si attesta al 7,7%. Nel primo trimestre del 2019, la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali orarie ha rallentato, attestandosi al +1,4% a marzo (+1,8 a gennaio). Nello stesso mese, l’incremento riferito al solo settore privato è risultato inferiore (+0,8%) e appena più contenuto della dinamica dell’inflazione. La quota di dipendenti con contratto scaduto è superiore al 50%. Le aspettative degli imprenditori sull’occupazione per i prossimi mesi sono deboli: nei primi mesi dell’anno hanno mostrato un generale peggioramento, più accentuato nell’industria. Ad aprile, il clima di fiducia dei consumatori è diminuito per il terzo mese consecutivo. Tutte le componenti sono risultate in peggioramento con un calo più contenuto per le attese sul futuro. L’indicatore anticipatore ha registrato una flessione meno marcata rispetto ai mesi precedenti, prospettando un possibile miglioramento dei ritmi produttivi.