Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – Il monito di Draghi all’Italia

redazione

I dati negativi sul Pil dell’Italia “non sono una sorpresa” visto che le previsioni sul Paese erano state ripetutamente riviste al ribasso. “E’ abbastanza chiaro che la priorità lì è ripristinare crescita economica e occupazione. E L’Italia sa come farlo”, ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. “E’ molto importante che queste priorità vengano perseguite senza causare aumenti dei tassi di interesse”, ha aggiunto, perché gli incrementi dei costi di finanziamento hanno effetti recessivi sulla crescita. “Dovrebbe essere questo l’obiettivo adesso”, ha concluso Draghi. Non ci sono particolari “preferenze” della Bce per le fusioni transnazionali tra banche, rispetto a quelle che si svolgono all’interno dei confini nazionali: quello che invece “è chiaro” è che il settore bancario europeo è “sovraffollato” e che “la necessità di consolidamento è molto significativa”. Così il presidente della Bce, Mario Draghi, ha risposto a chi gli chiedeva se vi fosse un maggior favore della Vigilanza sulle operazioni tra Paesi. Il caso che tiene banco (solo indirettamente evocato da chi faceva la domanda, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo) è quello della possibile aggregazione in Germania tra Deustche Bank e Commerzbank. Una operazione che creerebbe un mega campione nazionale, magari andando incontro ai favori della politica tedesca, ma sulla cui logica industriale sono stati però sollevati dubbi da vari osservatori. “Non penso che ci sia una chiara preferenza” della Vigilanza verso le fusioni transnazionali piuttosto che su quelle nazionali “quello che è abbastanza chiaro è che il settore bancario europeo è sovraffollato”, ha detto Draghi. “La necessità di consolidamento è molto significativa. E parte della debolezza strutturale del settore bancario in Europa è dovuta a questo eccesso di capacità. Che non è un eccesso di offerta di credito, ma un eccesso sul numero di addetti, di sportelli e di costi”, ha proseguito il numero uno della Bce. “Ci sono Paesi in cui le banche che hanno una incidenza dei costi sui ricavi che sta sull’80-90% e che si lamentano dei tassi negativi per la mancanza di redditività”, ha proseguito Draghi con un chiaro riferimento indiretto proprio alla Germania. Invece “sarebbe meglio” pensare temi come quello dei costi, o ai “ai bassi livelli di digitalizzazione, o alla razionalizzazione e al miglioramento dei modelli di business”. Obiettivi che però spesso “possono essere raggiunti solo con i consolidamenti. Ci sta un rapporto tra mole e capacità di portare avanti gli investimenti necessari in tecnologia”, ha notato. Più in generale “il ruolo della Vigilanza nelle fusioni tra banche è assicurare che transazione abbia successo, che non vuol dire solo far piacere agli azionisti ma creare una entità forte e in grado di gestire le diverse sfide che potrebbe trovarsi davanti. Il ruolo del vigilante – ha concluso Draghi – non è per forza quello di spingere in una data direzione”.