Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – I Titoli di Stato sono a rischio. Troppi gli interessi da pagare per lo Stato.

redazione

Una nuova crisi del debito sovrano come quella registrata nel 2010-2011 porterebbe ad una maggiore spesa in termini di interessi sui titoli di Stato che raggiungerebbe i 21,5 miliardi di euro nel giro di tre anni. E’ quanto emerge da una simulazione condotta dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio. L’Upb ha messo a punto un modello con il quale è possibile quantificare l’effetto della crescita dei tassi sulla spesa per interessi durante la crisi, distinguendo una fase acuta (luglio 2011 – settembre 2012) da quella immediatamente precedente l’avvio del QE. Nel complesso, spiega l’Upb, “si stima che la crisi ha comportato nel periodo 2011-2016 una maggior spesa per interessi di circa 47 miliardi, circa 31 dei quali relativi alla fase acuta e 16 miliardi in quella successiva. Nel 2016 l’eredità della crisi pesa ancora per circa 7,6 miliardi complessivi”. L’Upb ha poi condotto due simulazioni: ipotizzando un aumento di 100 punti base di tutti i rendimenti di qui fino al 2020 e un’altra applicando l’aumento dei rendimenti registrato durante la crisi del 2010-2011. Nel primo caso si avrebbe una maggiore spesa per interessi di 12,9 miliardi di euro complessivi nel triennio (1,8 mld nel 2018, 4,5 mld nel 2019 e 6,6 mld nel 2010) con un incremento del fabbisogno pari rispettivamente a 0,1, 0,3 e 0,4 punti di Pil. Nel secondo caso, quello di una nuova crisi del debito, la maggiore spesa per interessi raggiungerebbe i 21,53.4 miliardi di euro nel giro di tre anni (3,1 mld nel 2018, 7,6 mld nel 2019 e 10,8 mld nel 2020) con un incremento del fabbisogno pari rispettivamente a 0,2, 0,2 e 0,6 punti di Pil.