Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Economia – Apertura dei mercati con lo spread che parte da 187 punti base

redazione

Lo spread torna a salire ieri sera in chiusura di seduta superando quota 187 punti.  Il differenziale Btp-Bund ha raggiunto 187,3 punti con un rendimento a 2,127%. In apertura dei mercati questa mattina lieve calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 186 punti contro i 187 della chiusura di giovedì. Il rendimento espresso è pari al 2,121%.L’euro risale verso il dollaro riguadagnando quota 1,06 con un rialzo dello 0,45%. Non si arresta invece la discesa dello yen che cede lo 0,2% a 113,51 mettendo a segno, da inizio novembre, un passivo del 10%. A spingere il biglietto verde il prossimo rialzo dei tassi della Fed Usa e la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali che ha annunciato un piano di stimolo all’economia fatto di spesa. Il continuo apprezzamento del dollaro sui mercati a seguito della vittoria di Trump e il prossimo rialzo dei tassi Fed, che rende più attraenti gli asset negli Stati Uniti, spinge sempre più in basso il prezzo dell’oro che scende così ai minimi degli ultimi 9 mesi. Il metallo con consegna immediata cede anche oggi lo 0,9% a 1171 dollari l’oncia portando il passivo del mese a -8%. Prezzo del petrolio in calo sui mercati che guardano al vertice Opec della settimana prossima e alle discussioni e trattative che sono già in corso con i paesi non membri, primo fra tutti la Russia, per un taglio o un solo congelamento della produzione. Il greggio Wti scende quindi di 46 centesimi a 47,5 dollari al barile mentre il Brent perde 58 centesimi a 48,42 dollari al barile. Nuova seduta di rialzi per le Borse asiatiche, con Tokyo che inanella l’undicesimo segno più consecutivo in scia al rafforzamento del dollaro sullo yen. Il Nikkei ha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,26%, Seul dello 0,16% e Sydney dello 0,41% mentre Hong Kong avanza dello 0,56%, in linea con le Borse cinesi di Shanghai (+0,6%) e Shenzhen (+0,38%). L’indice Msci dell’Asia Pacifico (+0,1%) si avvia a chiudere la prima settimana positiva dalla metà di ottobre mentre cresce l’ottimismo sulla capacità dell’economia americana di reggere un rialzo dei tassi a dicembre, dato ormai per scontato dagli economisti. Il dollaro tratta sui massimi rispetto allo yen dallo scorso marzo, in scia ai dati macro positivi e alle attese per una massiccia politica di spesa da parte del neo presidente Donald Trump. Dal 4 novembre il dollaro ha recuperato circa il 10% sullo yen, mettendo a segno una galoppata che non si vedeva dal 1995.