Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ecco cos’e’ il decretone approvato dal senato

redazione

Ci sarà tempo fino al 29 marzo 2019 per approvare in via definitiva il decretone, con le misure su reddito di cittadinanza e Quota 100, che ha avuto il primo via libera dal Senato. Ora il provvedimento passa all’esame della Camera, che dovrà sciogliere alcuni nodi non risolti dal passaggio a Palazzo Madama. Tra i punti “caldi” in questione, la quantificazione delle risorse per le famiglie numerose e con disabili, aspetto su cui dovrà essere messa nero su bianco l’intesa di massima raggiunta tra Movimento Cinque Stelle e Lega, ma anche lo stop alla finestra mobile di tre mesi per i lavoratori impegnati in attività gravose, i tagli alle pensioni dei sindacalisti e la questione del riscatto degli anni della laurea ai fini pensionistici, con il governo che ha annunciato l’intenzione di innalzare dai 45 anni (fissati nel decreto varato da Palazzo Chigi a metà gennaio) a 50 il tetto anagrafico per usufruire del riscatto agevolato. Il passaggio al Senato ha invece modificato il decretone in diversi punti: tra le novità introdotte figurano ad esempio l’aumento da 30.000 a 45.000 euro dell’anticipo del Trattamento di fine servizio (Tfs) per i lavoratori statali, mentre ci sarà più tempo per la pace contributiva con la possibilità di saldare il debito con il fisco i 10 anni, invece che in 5 come previsto in precedenza. Diverse le modifiche introdotte anche per il reddito di cittadinanza: tra queste, sanzioni maxi (incrementate del 20%) per coloro che impiegano in nero lavoratori stranieri irregolari, minori e beneficiari del reddito. Con un emendamento della Lega, infine, vengono fissati paletti più rigidi per l’accesso dei cittadini extraeuropei al programma, obbligati alla certificazione di reddito, patrimonio e composizione del nucleo familiare da parte del paese d’origine, con documenti tradotti e timbrati dall’autorità consolare italiana.