Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

E’ tutto un attimo. La storia di Juan de Marcilla e Isabel de Segura.

di Lorenzo Peluso.

E’ tutto un attimo. Tutto può sfumare così, senza neppure che tu ti renda conto di ciò che stai perdendo, nel mentre lo hai già perso. Mi commuove sempre, ogni volta che mi ritorna alla mente, la bellezza silenziosa dei due sarcofagi che da tradizione, ospitano le spoglie di due giovani: “gli amanti di Teruel”. Teruel, capoluogo dell’omonima provincia spagnola, è patrimonio dell’Unesco dal 1986 per la sua peculiare architettura mudejar. Il luogo però maggiormente visitato è l’edificio moderno adiacente la chiesa di San Pietro che ospita e racconta la leggenda dei due giovani, il “Mausoleo de los Amantes”. Migliaia di visitatori ogni anno, si fermano in silenzio, ad ammirare quei due corpi distesi nella pietra. L’immagine sconvolge. Le mani che si sfiorano quasi a consacrare un gesto dolce e tormentato di un amore negato.  Divisi nella vita, uniti oltre la morte. Una leggenda, certamente, che la storia locale fa risalire ai primi anni del XIII secolo. Si narra che in quel periodo Juan de Marcilla e Isabel de Segura che vivono a Tereul, coltivassero un’amicizia straordinaria che in breve tempo divenne amore. nella tradizione del romanticismo più assoluto, anche questo non poteva che essere un amore contrastato. Un amore negato dal padre di lei per la povertà di quel giovane. Lui, Juan non si arrese però ed ottenne la concessione di un tempo prestabilito, entro il quale si sarebbe dovuto arricchire. Era la sola condizione. La beffa però, in amore come nella vita in genere, riserva la sua amara vendetta. Juan va in guerra, sfida la morte, riesce persino a tornare nei tempi stabiliti, anche ricco. Intanto il tempo aveva fatto il suo corso. Erano trascorsi cinque anni ed Isabel era stata data in sposa a un fratello del signore di Albarracín. Lui si ricco. Ciò che accadde al suo ritorno a Tereul lascia il fiato in gola. Juan per provare a placare la sua sofferenza sconfinata, prima di arrendersi definitivamente al suo destino, chiede ed ottiene  udienza a palazzo dove incontra la bella Isabel. Si guardano negli occhi, si sfiorano le mani. Gli occhi sono lucidi. Le chiede un bacio. L’ultimo. Lei, fedele ai precetti del matrimonio, glielo nega. La sofferenza lancinante gli impedisce persino di parlare. Un dolore troppo grande. Si accascia e muore. Nella chiesa di San Pietro, il giorno dopo, i funerali del giovane. Al centro della navata, una  donna a lutto, vestita di nero e con il velo che le copre il viso, cammina, si avvicina al feretro. La chiesa, nel silenzio assoluto vede Isabel alzare il velo. Si avvicina, posa le sue labbra su quelle del giovane. lentamente si accascia al suo fianco, straziata dal rimorso e dal rimpianto. Si spegne li sena proferire parola. Questo narra la leggenda che poi diviene storia e realtà quando, qualche secolo più tardi, nel 1555, durante alcuni scavi in chiesa, vennero scoperte le mummie dei due giovani innamorati. Erano state sepolte insieme, una vicino all’altra, nella cappella dei santi Cosma e Damiano. Un atto notarile che porta quella data, con la firma del notaio Yagüe de Salas, ne certifica il ritrovamento con le parole riportate in un antico documento che testimonia la reale esistenza di quella storia tra Juan de Marcilla e Isabel de Segura. Il resto è tutto ciò che possiamo ora ammirare nel “Mausoleo de los Amantes” grazie alla commozione che lo scultore Meridese Juan de Avalos provò nello scoprire questa straordinaria storia d’amore. L’artista quindi decise di scolpire le statue dei due giovani su due sarcofagi sotto cui giacciono le mummie degli Amanti di Teruel. ogni volta che lo sguardo di un visitatore si posa su quelle straordinarie sculture, lo spirito di Juan de Marcilla e Isabel de Segura, in silenzio lasciano la pietra e si baciano per un attimo. La vita oltre la morte, all’Infinito.