Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

E’ lunga la strada per l’Afghanistan libero e democratico

di Lorenzo Peluso.

Gli Usa devono mantenere una presenza in Afghanistan: lo ha detto in un’intervista radiofonica a Fox News Donald Trump, precisando che dopo l’accordo con i talebani gli Stati Uniti terranno 8.600 soldati. Dopo l’accordo di pace con i talebani, “ridurremo i nostri effettivi a 8600 e poi si vedrà”, ha dichiarato il commander in chief. “Avremo sempre una presenza” in Afghanistan, ha aggiunto. Attualmente gli Usa hanno circa 14 mila militari nel Paese. La dichiarazione di Trump sembra una retromarcia rispetto alle promesse di voler ritirare completamente le truppe americane dall’Afghanistan. Dunque un passo indietro, forse. Sono le elezioni in autunno la vera partita per la democrazia in Afghanistan. Il presidente Ashraf Ghani, al potere a Kabul dal 2014, un pashtun,  candidato alla sua successione, si troverà ad affrontare Abdullah Abdullah, il suo capo di governo, un posto ritagliato su misura per Abdullah nel 2014, quando dichiarò di aver vinto le elezioni presidenziali contro Ghani. Parteciperà alla corsa anche Gulbuddin Hekmatyar, uno dei più accaniti signori della guerra, alleato pashtun dei taliban finché non raggiunse un accordo di riconciliazione con Ghani nel 2016. In realtà la speranza di pacificazione dopo il voto è solo legata ai taliban che hanno minacciato di uccidere i partecipanti alle elezioni. Anche Atta Mohammad Noor, il padrone tagico di Mazar-e-Sharif, non ha escluso una candidatura presidenziale. Intanto nella valle del Panshir, il leader tagico Bismullah Khan Mohammadi si sta mobilitando in nome della crescente minaccia dei taliban. A far paura dunque rimangono i taliban al punto da giustificare i recenti sforzi per ricostruire la milizia guidata dall’uzbeco Abdul Rachid Dostum, ex generale comunista, che nel 1992 si era unito alle forze antisovietiche per contenere i taliban, è, dal 2014, vicepresidente della repubblica. E’ lunga la strada per l’Afghanistan libero e democratico.