Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

E’ la solidità la risposta alla crisi delle banche.

di Lorenzo Peluso.

bcc ottimaPerché credere con forza in una banca di prossimità che non sogna di diventare ciò che non potrà mai essere? Molto semplice la risposta. Come sempre sono i numeri a fornire la strada giusta per capire cosa accade nel sistema bancario italiano. I numeri danno la giusta indicazione sul perché la BCC di buon abitacolo ha scelto la strada del’autonomia, nessuna fusione con altre BCC, ma viceversa, ha strutturato un progetto di crescita e consolidamento per l’immediato futuro puntando tutto sul rafforzamento del localismo, insomma una banca del territorio, l’unica oramai nel panorama bancario del basso salernitano. A preoccupare tutti, certamente è la situazione economica, misurata dalle sofferenze, di molte banche. La domanda del consumatore quindi, del cliente, delle imprese, è semplice: cosa accadrà nel futuro prossimo? Non è semplice dare una risposta. Di certo c’è che la crescita dei crediti malati nei bilanci delle banche ha smesso, per fortuna, la sua ascesa. E’ pur vero però che la pulizia dei bilancio non è stata ancora conclusa. Insomma, il fardello dei crediti a rischio di molte banche, pesa e non poco sul futuro del sistema bancario italiano. Questa considerazione è alla base del progetto di crescita e consolidamento territoriale della BCC di Buonabitacolo che, forte dei numeri e della solidità dimostrata, guarda al futuro in modo positivo e soprattutto dimostra che, la scelta di non diventare “grandi” oltre le proprie capacità, non solo è lungimirante, ma soprattutto è la vera garanzia che si può offrire ai propri soci e clienti. Andiamo per ordine, per fare chiarezza. Secondo la ricognizione sui bilanci bancari (quasi 500 banche) del sistema italiano, realizzata dall’Ufficio Studi di Mediobanca, purtroppo emerge che ben 114 banche, molte BCC anche, praticamente una su 5, subiscono il peso dei crediti malati al punto che gli Npl netti superano il valore del patrimonio netto tangibile. Un indice, noto agli addetti ai lavori come Texas ratio. In sostanza, quando si supera il 100%, la banca è a rischio e dunque occorre intervenire, in fretta anche. In questo caso le soluzioni sono due. Se ne si ha la capacità, si aumenta il capitale; oppure, così come sta avvenendo per molte banche e diverse BCC, ci si fa comprare da una banca più solida. Esiste in verità anche un’altra alternativa, ossia, si cerca di vendere gli Npl, cosa piuttosto complessa e rischiosa. Nel caso delle BCC però, si può anche chiedere qualche forma di aiuto esterno, facendo appello al Fondo consortile di garanzia. Opzione questa, che nel caso delle Spa, fa riferimento all’aiuto pubblico. Così come è stato per Mps.  E’ importante dare un’occhiata attenta alla relazione dell’Ufficio Studi di Mediobanca che stila l’elenco delle 114 banche a rischio default, dato il peso insostenibile dei crediti non rimborsati.

banche in sofferenza