Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

E’ il momento della responsabilità civile, non per tutti però.

di Lorenzo Peluso.

E’ il momento della responsabilità civile; è il momento di dimostrare che siamo un grande Paese. Si, è questo il momento. Non per tutti però. Non lo è per i detenuti, non lo è peggio ancora per le famiglie dei delinquenti rinchiusi nelle carceri; non tutti per fortuna. Non lo è per coloro che sfruttando l’attimo, tentano di cogliere quel consenso determinato dalla scelta di sposare una causa. Dunque c’è chi invoca l’indulto, l’amnistia, per svuotare le carceri. Nel mentre in almeno una trentina di strutture penitenziarie delinquenti, assassini, criminali, sfasciano tutto e mettono in crisi il sistema penitenziario del Paese. Lo era già, per il sovraffollamento, per le condizioni di vita; certo. Ma allora il richiamo alla responsabilità civile deve valere solo per le persone perbene, per coloro che rispettano la legge e la società civile? Impedire i colloqui con le famiglie, in carcere, per evitare che dall’esterno i contatti possano favorire la diffusione del Covid 19 anche nelle carceri è una decisione insopportabile per coloro che grazie al loro agire, hanno privato quelle stesse famiglie di padri, figli, fratelli. Coloro che con il loro agire hanno privato le famiglie di vittime di omicidio, per sempre, di un loro caro. Coloro ai quali è stato ammazzato un figlio, un padre, una sorella, lo ricordo a me stesso, sono stati privati del diritto di poter amare un proprio caro per sempre, e non dallo Stato in una situazione di emergenza nazionale, ma da un criminale che ha obbedito solo al suo libero arbitrio. Scandaloso poi, vedere quelle donne, moglie fidanzate, scagliarsi contro le forze di polizia all’esterno delle carceri, invocando l’amnistia per i loro congiunti. Non è il momento della responsabilità civile anche per loro? E’ complicato davvero, cambiare la mentalità della gente, quando ci si deve confrontare con persone che hanno sempre immaginato lo Stato come un nemico. La libertà, la più grande utopia che rincorre l’essere umano, da sempre. Si, perché la libertà è un concetto astratto di mera soggettività, applicato a seconda delle necessità e dei propri bisogni, al nostro agire quotidiano. Capita quindi che facciamo fatica, o peggio che ci ribelliamo alle norme, anche se necessarie. Quindi migliaia di persone violano la zona rossa ed in treno o autobus dal nord si spostano verso sud. Incuranti certo del pericolo, dell’allarme sociale e sanitario, strafottenti del tutto, del rispetto alla responsabilità civile. Normale dunque che migliaia di giovani non riescano a  rinunciare all’aperitivo al bar. Normale che i ragazzi in età scolare interpretino la chiusura delle scuole come vacanza. La responsabilità civile è anche dei genitori che devono trovare il tempo per spiegare ai figli cosa sta accadendo. La responsabilità civile è far comprendere a tutti, anche a coloro che hanno grossi interessi economici in ballo, che il calcio è uno sport, che si può vivere senza il campionato, che non è un dramma per nessuno se non ci sarà uno scudetto da assegnare. La responsabilità civile è trovare la forza di essere solidali così come lo sono quelle migliaia di medici ed infermieri che in queste ore stanno maneggiando la morte silenziosa e sofferente dell’ennesima vittima da Covid 19 per la quale si è fatto tutto ciò che si poteva fare. Responsabilità civile è trovare la forza di tacere, quando si fa politica, condividendo il percorso di responsabilità che hanno intrapreso le istituzioni, coloro che hanno il dovere ed il compito di decidere ed agire. Responsabilità civile è essere riconoscenti con le forze dell’ordine che, per dovere, non possono e ne devono restare a casa, ma impegnarsi quotidianamente per combattere quel senso di incivile comportamento del trasgredire alle regole. Anche loro hanno famiglie alle quali ritornare la sera, con la preoccupazione di chi da fuori può portare a casa propria quel nemico invisibile che tutti dobbiamo combattere. Infine, responsabilità civile è fare informazione, raccontare i fatti, non omettere nulla, senza inseguire il like, ma solo dare voce ai fatti. E’ il momento di dimostrare che siamo un grande Paese, lo possiamo fare.