Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

E’ allarme investimenti pubblici al Sud

redazione

La lettera della Commissione europea esprime “la mia stessa preoccupazione: ho trovato il livello di investimenti pubblici al Sud più basso di sempre, un grado di attuazione del Fondo nazionale di sviluppo e coesione irrisorio e un notevole ritardo nell’assorbimento dei fondi di coesione del ciclo 2014-2020 (appena il 20 per cento, a quasi cinque anni dall’avvio)”. Sulle pagine del Quotidiano del Sud di martedì 8 ottobre il ministro per il Mezzogiorno Giuseppe Provenzano risponde al monito della Commissione europea che in una lettera rimprovera al nostro Paese di non aver attuato adeguati standard di investimenti pubblici al Sud, esortandolo inoltre a invertire la tendenza e a spendere di più per il Mezzogiorno d’Italia. Una lettera – specifica il ministro – che “presso il mio ministero non è mai arrivata”. Provenzano assicura di star lavorando con urgenza per impedire il “disimpegno delle risorse europee nel 2019 e in particolare di alcuni programmi regionali”: il rischio anticipato dalla Commissione Ue è infatti quello di andare incontro al taglio di una parte dei fondi strutturali messi in campo dall’Europa, perché mai investiti in concreto. Ma il punto più dolente – avverte Provenzano – è il vero e proprio ‘buco nero’ delle risorse nazionali per la coesione”, elemento di strutturale debolezza che secondo il ministro è stato “ereditato dal passato”. Per ridurre il divario del Mezzogiorno con il resto del paese “c’è un piano per il Sud” avvisa il ministro dem: tra le priorità del nuovo governo c’è l’attuazione della famosa clausola sul 34 per cento degli investimenti ordinari pubblici al Sud che è ancora “sulla carta, perché quella è la base per garantire l’addizionalità delle risorse europee”. Secondo il ministro anche il fondo nazionale FSC andrà riprogrammato, tagliando dove mancano progetti e reinvestendo invece in scuole, manutenzione straordinaria delle città e nel ‘green new deal’. La grande sfida del dicastero di Provenzano è però quella di rafforzare la capacità amministrativa di regioni ed enti locali, per “accelerare la realizzazione degli investimenti”. Le linee programmatiche del piano di Provenzano saranno illustrate e condivise con la nuova “commissaria europea per la politica regionale, Elisa Ferreira” quando il nuovo esecutivo europeo si sarà insediato (dal primo novembre).