Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

"Due dita non possono oscurare il sole". Per non dimenticare.

di Lorenzo Peluso

Quattro anni fa, il 4 giugno del 2011, il tenente colonnello dei Carabinieri Cristiano Congiu perse la vita in Afghanistan. L’ufficiale dei carabinieri fu ucciso a colpi di arma da fuoco mentre tentava di difendere una donna americana. Tra qualche giorno, l’otto giugno, ricorre il triste anniversario della morte dell’ufficiale Giuseppe La Rosa, ultimo soldato italiano che ha lasciato al propria vita in Afghanistan. Otto giugno 2013; sono trascorsi già due anni. Capitano del Terzo Bersaglieri perse la vita in un attentato a Farah, portando a 53 il numero delle vittime italiane in Afghanistan.

L’anno prima, nel 2012, il 25 ottobre, aveva perso la vita scorso il caporale Tiziano Chierotti in uno scontro a fuoco a Bakwa, nella provincia di Herat. Un’operazione congiunta della Task Force South East e l’unita’ del 207esimo Corpo dell’esercito afghano contro i ribelli talebani, fece perire il giovane caporale Chierotti. Ma il 2012 rappresentò un anno funesto per i nostri militari. Il 13 gennaio perse la vita, colpito da malore, il tenente colonnello Giovanni Gallo. Pochi giorni dopo, il 20 febbraio tre giovani militari italiani moriranno in un incidente stradale nei pressi di Shinbad. Un mese dopo, il 24 marzo il sergente Michele Silvestri di 33 anni originario di Napoli, del 31esimo Reggimento Genio Gustatori di Caserta perse la vita a seguito di un attacco a colpi di mortaio contro la Fob (Forward Operative Base) "Ice" in Gulistan. Altri cinque militari italiani rimasero feriti. Il 25 giugno del 2012 a perdere la vita fu un carabiniere, Manuele Braj, 30enne di Galatina in provincia di Lecce. Graj viveva a Gorizia ed era operativo del 13esimo Reggimento Friuli Venezia Giulia. A stroncare la sua giovane vita fu un attentato al campo di addestramento della polizia afghana a Adraskan, nell’Afghanistan occidentale dove il carabiniere era impegnato ad addestrare le forze di polizia locale. L’autunno del 2012 si portò via la giovane vita del caporale Tiziano Chierotti. Era il 25 ottobre. Chierotti rimase gravemente ferito in uno sconto a fuoco nel distretto di Bakwa, nella provincia di Herat nel corso di un’operazione congiunta della Task Force South East con l’unita’ del 207esimo Corpo dell’esercito afghano. Chierotti spirò tra le braccia dei suoi commilitoni poche ore dopo. L’anno prima, il 2011 si era aperto con la tragica morte, il 18 gennaio, del caporal maggiore Luca Sanna nell’avamposto di Bala Murghab, nell’ovest del Paese. Il 28 febbraio l’esplosione di un ordigno nei pressi di Shindad provocò la morte del tenente Massimo Ranzani. Come detto, il 4 giugno a perdere la vita fu il tenente colonnello dei Carabinieri Cristiano Congiu. Pochi giorni dopo, il 2 luglio perse la vita anche il caporal maggiore Gaetano Tuccillo per l’esplosione di un ordigno nel villaggio di Chagaz, 16 chilometri a ovest di Bakwa. Dieci giorni dopo, il 12 luglio a perdere la vita fu il caporal maggiore Roberto Marchini, dell’ottavo reggimento genio guastatori della folgore. la funesta estate del 2011 si portò via anche la vita del caporal maggiore David Tobini. Era il 25 luglio. Tobin rimase ucciso in uno scontro a fuoco nel villaggio di Khame Mulawi. L’autunno di quello stesso anno, il tenente Riccardo Bucci, 34 anni, in servizio presso il Reggimento lagunari Serenissima di Venezia, il caporal maggiore scelto Mario Frasca, 32 anni, in servizio presso il quartier generale del Comando delle Forze operative terrestri di Verona e il caporal maggiore Massimo Di Legge, 28 anni, in servizio presso il Raggruppamento logistico centrale di Roma, perdono la vita in un incidente stradale nei pressi di Herat. Era il 23 settembre. L’anno precedente, il 2010 perse la vita, il 26 feabbraio, l’agente dei servizi Aise, ex Sismi, Pietro Antonio Colazzo. Fu ucciso nel corso di un attentato suicida a Kabul. Nella primavera dello stesso anno, il 17 maggio, il sergente Massimilano Ramadu’ e il caporal maggiore Luigi Pascazio persero la vita saltando con il loro veicolo blindato su un ordigno. Il 23 giugno toccò al caporal maggiore Francesco Saverio Positano. Si trovava a Shindad in un’esplosione riportò un forte trauma cranico che ne causò il decesso. Non solo attentati e combattimenti. Il 25 luglio il militare Marco Callegaro, di stanza a Kabul, per motivi mai chiariti si tolse la vita con un colpo d’arma da fuoco. Pochi giorni dopo, il 28 luglio l’esplosione di un Ied, un ordigno improvvisato, strappava alla vita i due specialisti del Genio, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis. Era il 17 settembre quando nella provincia di Farah un attentato strappò alla vita l’incursore Alessandro Romani. Il 9 ottobre, un convoglio di mezzi italiani, fu colpito dall’esplosione di un ordigno. persero la vita in 4 giovanissimi. Il caporal maggiori degli alpini, Sebastiano Ville, Gianmarco Manca, Marco Pedone e Francesco Vannozzi. L’ultimo giorno dell’anno, il 31 dicembre del 2010 si portò via la giovane vita del caporal maggiore Matteo Miotto. La sua vita fu stroncata dal colpo di un cecchino nell’avamposto Snow nella valle del Gullistan. L’anno prima, il 15 gennaio del 2009 per un arresto cardiocircolatorio perse la vita il maresciallo Arnaldo Forcucci. L’estate di quell’anno si portò via la vita del caporalmaggiore Alessandro Di Lisio. Era il 14 luglio a circa 50chilomentri da Farah, vittima di un attentato. Un attentato suicida a kabul il 17 settembre costò la vita di sei paracadutisti della Folgore, Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami. Un mese dopo, il 15 ottobre, il ribaltamento di un Lince, durante uno spostamento notturno da Herat a Shindad, costò la vita del caporal maggiore Rosario Ponziano. Il 13 febbraio in Afghanistan lasciò la vita il maresciallo Giovanni Pezzulo. Un attentato nella valle di Uzeebin, a 60 chilometri da Kabul, provoco anche il ferimento del l maresciallo Enrico Mercuri. Un malore portò via la vita del caporal maggiore Alessandro Caroppo, dell’Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta, ad Herat. Era il 21 settembre. L’anno prima, il 2007 si portò via la vita dell’agente del Sismi Lorenzo D’Auria. Era rimasto gravemente ferito il 24 settembre durante la sua liberazione dai talebani. Gravissime le ferite che ne causarono la morte il 4 ottobre. Lo stesso autunno, un kamikaze si fece saltare in aria a Pagman, a 15 chilometri a ovest di Kabul uccidendo il maresciallo capo Daniele Paladini. Era il 24 novembre. la primavera del 2006, il 5 maggio, l’esplosione di un ordigno Ied al passaggio di una pattuglia di nostri militari, strappò alla vita il capitano Manuel Fiorito e il maresciallo capo Luca Polsinelli. Lo stesso anno, il 2 luglio a causa di malore perse la vita il colonnello Carlo Liguori. Un incidente stradale avvenuto a Kabul il 20 settembre strappò alla vita il caporal maggiore Giuseppe Orlando. la settimana dopo, il 26 settembre l’esplosione di un ordigno al passaggio di una pattuglia del Contingente, nel distretto di Chahar Asyab, a 10 chilometri a sud di Kabul causò la morte del caporalmaggiore capo scelto Giorgio Langella e per le gravi ferite riportate, successivamente, del caporal maggiore Vincenzo Cardella. 53 vite italiane spezzate nel Paese degli aquiloni. Un anziano che incontrai ad Herat, poco dopo lo scoppio di un ordigno che aveva provocato la morte di alcuni civili ed il ferimento di alcuni bambini, mi disse: “due dita non possono oscurare il sole”. Ecco, il tempo non oscura e non cancella ciò che è stato.