Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Donne, sessismo e parità di genere.

redazione

Nel suo primo rapporto pubblicato il 13 gennaio sull’attuazione, da parte dell’Italia, della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti  delle  donne  e  la  violenza  domestica,  nota  come  “Convenzione  di  Istanbul”,  il  Gruppo di  esperti  Grevio (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence) esprime soddisfazione per l’adozione di una serie di riforme legislative che hanno consentito l’introduzione di misure concrete per porre fine alla violenza sulle donne. Tuttavia “nel riconoscere i progressi compiuti per promuovere i diritti delle donne in Italia”, il rapporto sottolinea che “la causa dell’uguaglianza di genere incontra ancora resistenze nel paese e che sta emergendo una tendenza a reinterpretare e riorientare la nozione di parità di genere in termini di politiche per la famiglia e la maternità”. Tra i “sensibili passi avanti” il Grevio menziona la “normativa del 2009 contro lo stalking, o la Legge n. 119/2013, che ha sancito l’obbligo delle autorità di sostenere e promuovere, in particolare attraverso l’assegnazione di mezzi finanziari, una vasta rete di servizi di assistenza alle vittime”. Altri due testi sono stati ritenuti particolarmente innovativi: il Decreto legislativo n. 80/2015, le cui disposizioni prevedono un congedo speciale retribuito per le lavoratrici vittime di violenza di genere, e la Legge n. 4/2018, che contiene numerose misure a tutela degli orfani di una vittima di crimine domestico. Gli esperti del Consiglio d’Europa ritengono inoltre che le autorità nazionali dovrebbero prioritariamente  stanziare  finanziamenti  adeguati  ed  elaborare  soluzioni  che  permettano  di fornire una “risposta coordinata e interistituzionale alla violenza, basata sul forte coinvolgimento delle autorità locali e sulla partecipazione di tutti gli attori interessati, in particolare le Ong femminili che offrono strutture di accoglienza per le vittime. Occorre ugualmente adottare con urgenza altre misure complementari, ispirate a un approccio fondato sui diritti umani, per colmare le lacune nei servizi di supporto specializzati per le vittime di violenza sessuale, istituendo centri di accoglienza per le vittime di stupro o di violenza sessuale”. Secondo il Grevio  numerose riforme  legislative,  tra  cui  la  recente  legge Codice Rosso del 19  luglio  2019  hanno  contribuito  a  porre  in  essere  un  solido  quadro  legislativo  conforme  alle  disposizioni  della Convenzione,  che  prevede  vie di  ricorso  in  materia  civile  e  penale  per  le  vittime  di  violenza.