Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Discriminati tre ragazzi su cinque

redazione

Le motivazioni possono essere le più svariate, dall’omosessualità all’obesità: più di tre studenti su cinque dichiarano di essere stati vittime di discriminazione e hanno vissuto sulla propria pelle violenze o minacce, sono stati derisi ed emarginati dai loro coetanei o messi al centro di voci negative sul loro conto. Soprattutto a scuola, quasi nove su dieci sono stati testimoni diretti di comportamenti discriminatori nei confronti dei loro amici e compagni. L’omosessualità, l’appartenenza alla comunità rom, l’obesità o il fatto di essere di colore sono le principali “etichette” per le quali le persone rischiano di essere discriminate, secondo più di otto intervistati su dieci. A queste seguono l’essere di religione islamica, l’essere povero o disabile (per sette su dieci). Questi alcuni dei risultati che emergono da un sondaggio realizzato da Save the Children tra più di 2.000 studenti degli istituti superiori di tutta Italia e diffuso il 28 febbraio alla viglia della Giornata internazionale contro le discriminazioni. Un’indagine realizzata da SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children con il sostegno dell’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) che rientra nell’ambito della campagna “UP-prezzami” contro gli stereotipi, prima campagna nazionale ideata e lanciata dagli oltre 400 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni coinvolti nel Movimento giovanile dell’organizzazione e impegnati in azioni di sensibilizzazione e cittadinanza attiva in 15 città. Immagine simbolo della campagna è un codice a barre che rappresenta le etichette con le quali si giudicano gli altri in modo superficiale, limitandosi al loro aspetto esteriore, accompagnato dallo slogan “Non fermarti all’etichetta”.