Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

DAT: mancano i registri in molti comuni del Vallo di Diano

di Antonella D'Alto.

In molti comuni della Campania mancano i registri per i cittadini che desiderano lasciare un ‘testamento biologico’ e l’unico modo è quello di rivolgersi ad un notaio, con le relative spese. E’ quanto emerso nel corso di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Napoli, con esperti a confronto promosso dal Polo di biodiritto M&C Militerni. Anche nel Vallo di Diano non sono tantissimi i comuni che hanno adottato il registro per le DAT, Disposizioni anticipate di trattamento. Fino ad ora si sono registrati gli interventi dei comuni di Sala C. – Teggiano – Atena Lucana – Padula e Sassano. Le DAT sono state introdotte nel nostro ordinamento con la legge 219 del 2017 (c.d. legge sul testamento biologico) e sono quelle volontà che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche, può esprimere in materia di trattamenti sanitari (ad esempio l’amniocentesi o le trasfusioni di sangue, o l’idratazione e la nutrizione artificiale). Le Dat vengono redatte in previsione di una possibile futura incapacità di autodeterminarsi.
Le disposizioni anticipate di trattamento possono essere redatte per atto pubblico o scrittura privata autenticata o ancora con una scrittura semplice, consegnata personalmente dal disponente all’ufficio di stato civile del comune di residenza. In quest’ultimo caso, l’ufficio dello stato civile provvederà all’identificazione del disponente. Le DAT possono anche essere redatte con videoregistrazione o altri dispositivi che consentano alle persone con disabilità di comunicare. Possono essere modificate o revocate in qualsiasi momento. Per la revoca, inoltre, è prevista anche una procedura d’urgenza. Una volontà che il paziente può esprimere anche verbalmente.
La legge sulle DAT in Italia è stata approvata anche grazie al costante lavoro svolto negli anni dall’Associazione Luca Coscioni impegnata nella promozione della libertà di ricerca scientifica, di cura e le altre libertà civili e nell’affermazione del diritto alla scienza e all’autodeterminazione individuale. Componente dell’Associazione l’avvocato di Sala Consilina Franco Di Paola, secondo cui la mancata attuazione in diversi comuni del registro per il testamento biologico impedisce ai cittadini di esercitare un diritto e le libertà che hanno conquistato da circa un anno, dopo l’entrata in vigore della legge. “La lesione del diritto – ha spiegato – non sta solo nell’impossibilità a depositare la disposizione anticipata di trattamento ma sta anche nel fatto di essere costretti, per coloro i quali decidono di volerlo fare, a rivolgersi ad un notaio con l’evidente esborso di tipo economico. Perché il ritardo di tutto questo? Non è dato a capirsi. Non c’è un motivo perché tutto ciò possa essere impedito in considerazione anche del fatto che non è previsto chissà quale atto burocratico ma solo l’annotazione nel registro dello stato civile del proprio comune di residenza, così come prevede la legge dello stato italiano”.