Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dall’inizio dell’anno migliaia di civili morti in Afghanistan. Il mondo tace.

di Lorenzo Peluso.

E’ ripiombato nel terrore e nella morte l’Afghanistan. Trentadue le persone che sono state uccise e 128 ferite in un attacco suicida nella provincia orientale di Nangarhar. Il kamikaze si è fatto saltare in aria tra una piccola folla che protestava per i soprusi del capo di una milizia locale. Contemporaneamente, due granate sono state lanciate contro altrettante scuole per ragazze a Jalalabad, capoluogo del Nangarhar. Due guardie sono rimaste ferite. Quello di ieri però è solo l’ultimo in ordine di tempo, degli attentati che stanno sconvolgendo l’Afghanistan. Lo scorso 5 settembre almeno 4 persone hanno perso la vita e altre 18 sono rimaste ferite in un attentato kamikaze contro una palestra a Kabul, capitale dell’Afghanistan. A essere presa di mira è stata una palestra di addestramento al wrestling a Dasht-e-Barchi, un quartiere prevalentemente sciita della città. Il portavoce del ministero dell’Interno, Najib Danish, ha confermato l’attacco, condotto ancora una volta contro la minoranza sciita del paese. Il 15 agosto 48 persone sono state uccise e altre 67 sono rimaste ferite dall’esplosione di una bomba in una scuola privata nella zona ovest di Kabul, in un quartiere a maggioranza sciita. Altre 25 persone hanno invece perso la vita il 3 agosto in un attentato suicida vicino a una moschea sciita nella zona orientale del paese, nella città di Gardez. Il 31 luglio invece un bus era esploso su una mina, causando la morte di 11 persone e il ferimento di altre 31 nella capitale Kabul. Lo stesso giorno, due uomini armati hanno attaccato un edificio governativo nella provincia orientale di Nangarhar: nell’attacco sono rimaste uccise altre 15 persone. Il 26 luglio, invece, almeno 5 persone sono morte e altre 6 sono rimaste ferite in un attentato suicida che ha colpito un convoglio di agenti dell’intelligence dell’Afghanistan, nella parte ovest di Kabul. Quattro delle vittime erano membri della Direzione nazionale della sicurezza, il servizio di intelligence afghano. Due dei morti e alcuni dei feriti sono invece civili. Sempre a Kabul, il 23 luglio un attacco rivendicato dell’Isis ha colpito l’aeroporto internazionale della capitale, provocando la morte di almeno 16 persone e il ferimento di altre 60. L’attacco era avvenuto poco dopo l’arrivo del vice presidente Abdul Rashid Dostum, rientrato in patria dopo oltre un anno di auto-esilio in Turchia. Tra le vittime ci sono anche un bambino e membri delle forze di sicurezza. Il 15 luglio un attentatore suicida si è fatto saltare in aria di fronte al ministero della riabilitazione e dello sviluppo rurale sempre nella capitale Kabul: il bilancio delle vittime è stato di 7 morti e 15 feriti. Il mese di luglio è iniziato con un attacco suicida rivendicato dall’Isis costato la vita a 12 persone nella città orientale di Jalalabad. Centinaia di morti, solo negli ultimi tre mesi. Una situazione che mai come ora ha superato ogni più negativa previsione. A pagare sono sempre i civili, bambini, anziani e donne. Da gennaio a giugno sono stati registrati 1.692 morti nel paese, la maggior parte dei quali causati da attacchi militari e suicidi condotti da talebani e Stato islamico. Il conflitto afghano va avanti dal 2001 e il numero di vittime riportato dall’Onu è il più alto mai registrato prima a partire dal 2003, da quando l’Organizzazione ha iniziato a registrare le vittime della guerra.