Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dall’esperienza del dolore il germoglio dell’arte: Nadia Cesarini

redazione

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La vivacità dei colori e il segno deciso ma aggraziato che racchiude vari mondi mistici immaginati dall’anima creativa dall’artista piemontese e laziale d’adozione Nadia Cesarini. Sono queste, di getto, le sensazioni che emergono ad un primo contatto con le sue opere. In questi giorni ho potuto apprezzarla e conoscere le sue dimensioni creative, originate da un momento complicato della stessa artista, e che negli ultimi anni l’ha vista protagonista in personali e collettive in Italia e all’estero suscitando interesse da varie parti del mondo della cultura e dell’arte. L’abbiamo contattata e colto la possibilità per farle alcune domande: Nadia, abbiamo accennato al dolore, come è nata la sua passione dell’arte.  La mia arte nasce con me, anche se esplode in un periodo ben preciso che coincide con un brutto incidente che mi costrinse all’immobilità e la perdita della mia casa. Il periodo più buio della mia vita. Ho messo su tela, un po’ per passatempo ed un po’ per esternare le varie emozioni che mi attanagliavano e alle quali non sapevo dare una collocazione. Ecco come nasce la mia arte Nel suo percorso creativo ha avuto dei punti di riferimento artistici? E cosa vuol trasmettere col suo fare arte? Per fortuna o per sfortuna non ho studiato arte o fatto scuole specifiche di conseguenza non ho punti di riferimento, tutto quello che emerge dai miei quadri è frutto della mia interiorità,  del mio vissuto, del mio essere più profondo. Con l’arte spero di riuscire a trasmettere la serenità e la consapevolezza che niente è mai perduto, che per ogni fine c’è un nuovo inizio. Per ogni grande dolore c’è sempre una grande gioia. Mai lasciarsi andare. Quanto sono stati importanti per lei le esperienze d’incontro con altri artisti e addetti ai lavori.  Dal confronto con gli altri artisti ho potuto capire che non bisogna mai pensare di essere arrivati. Da ognuno di loro c’è qualcosa da imparare. A mio avviso, purtroppo,  molti di loro non hanno capito questo, anzi, pensano di essere dei redivivi Picasso, Frida Kahlo ecc. ecc. Per questo motivo presenzio il minimo indispensabile alle mostre. Non  mi piace il senso di superiorità che molti ostentano. Come vede l’arte in Italia e quali sono i suoi prossimi programmi artistici. L’arte in Italia, purtroppo, non è valorizzata o sovvenzionata come, invece dovrebbe essere. Di conseguenza per alcuni addetti ai lavori questo è solo una questione di business giocando sulla voglia di esporre e far conoscere la propria arte degli artisti. Proprio per questo seleziono attentamente a quali mostre partecipare, concedendomi il lusso di dire no a quelle circostanze che, secondo il mio giudizio, sono solo speculazioni. La mia prossima esposizione sarà a New York, per me una grande soddisfazione”.