Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dalle grotte di Tora Bora la “rivoluzione” dei seguaci di Hafiz Khan Saeed

di Lorenzo Peluso.

Poco considerata dai media internazionali la presenza Isis in Afghanistan sta passando inosservata l’azione di smantellamento delle forze del califfato nel grande paese asiatico da parte dell’esercito afghano con il supporto dei militari della coalizione internazionale. Qualche giorno fa il ministro della Difesa afghano, Tariq Shah Bahrami, ha riferito che dall’inizio dell’anno sono stati uccisi in Afghanistan 2.500 militanti dell’Isis. Numeri che da soli mostrano la forza che i miliziani del califfato in poco tempo hanno radicato in territorio afghano dopo la battuta d’arresto dei talebani. Ultima in ordine di tempo è l’operazione militare che ha portato alla riconquista dell’area di Tora Bora, nell’Afghanistan orientale, da parte delle forze di sicurezza afghane. Il bilancio ufficiale parla di almeno 44 militanti uccisi e altri 22 feriti. L’area di Tora Bora è divenuta famosa nel 2001 quando il mondo apprendeva della micidiale rete di grotte e tunnel dove i marines americani davano la caccia ad Osama Bin Laden. da un punto di vista strettamente ideologico la presenza dell’Isis in Afghanistan va inquadrata nelle attività e nel proselitismo che sta attuando il gruppo jihadista formato da ex talebani pakistani che si definisce  “Stato Islamico del Khorasan”. Un manipolo di integralisti e fanatici che ha rotto ogni relazione con i fedelissimi del Mullah Omar e contestualmente ha preso le distanze dalle ideologie della  vecchia Al Qaeda di Ayman al-Zawahiri. L’attenzione del mondo, concentrata soprattutto in medio oriente, tra Siria ed Iraq,  sta favorendo il radicalismo ed il consolidamento di “Khorasan” che non è solo jihad e si diversifica dai comuni jihadisti Isil. I miliziani “Khorasan” guardano con attenzione infatti alla costituzione di uno stato orientale che comprenda le regioni musulmane a Ovest dell’India, innanzitutto il Pakistan. Ancora una volta, l’area a più alta concentrazione di focolai integralisti è quella di  Peshawar, al confine con l’Afghanistan, da dove proviene la maggioranza dei seguaci di Hafiz Khan Saeed fondatore dello”Stato Islamico del Khorasan”. Personaggio controverso Hafiz, un ex signore della guerra circondato da altri veterani jihadisti della regione afghano-pakistana. Dunque è solo calma apparente ciò che non si racconta al mondo dall’Afghanistan. In realtà nel paese degli aquiloni sta covando una nuova intensa ondata di integralismo pronto a riproporre il copione già consumato dell’azione talebana che dal 2003 sconvolse il paese. La stessa amministrazione americana, dopo un primo tentativo di disinteressarsi alle vicende afghane, ha cambiato passo. Il Pentagono dopo aver tergiversato per alcuni mesi ha infatti deciso l’invio di almeno 4.000 marines in Afghanistan. L’annuncio da parte del segretario alla Difesa Jim Mattis dovrebbe arrivare nelle prossime ore.