Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dalle acque del Bussento al borgo di Sanza passando per il Cervati

di Lorenzo Peluso.

Sanza (SA) – Esistono luoghi di una bellezza incredibile. Luoghi che appartengono alla storia di una comunità per quello che hanno rappresentato; altri che sono patrimonio immateriale dell’uomo, che per sua natura ama il bello. E’ certo il caso del Ponte l’Abate, a Sanza, sul fiume Bussento, il fiume carsico più importante e lungo d’Europa. Un ponte a “schiena d’asino” di epoca romana, rimaneggiato dai francesi nel ‘700. Simbolo non solo della maestria delle genti del luogo, ma anche sinonimo di collegamento, connessione, con la baia di Sapri, il Golfo di Policastro, l’antica Buxentum e le aree interne. Lungo il fiume Bussento si trovano ancora i resti archeologici delle antiche ferriere, un tempo florida economia locale. Così come a valle del ponte l’Abate antichi mulini ad acqua che erano fulcro del sistema agricolo basato sulla molitura degli antichi grani. Un luogo riscoperto anche dai più giovani. Apprezzato dai bambini che lo scelgono per immergersi nella natura. Il ponte l’Abate è luogo centrale nel percorso di valorizzazione del territorio, promosso dall’Ufficio di promozione Turistica del Comune. Un circuito che conduce il viaggiatore alla scoperta della ricchezza dell’acqua che dal ponte l’Abate porta alle sorgenti in vetta al Cervati. Dal Cervati poi un viaggio che conduce al borgo antico di Sanza.Tra portali straordinari e vicoli di un fascino incantevole l’armonia del borgo e delle genti di paese sempre pronte a condividere antichi racconti o magari un’antica ricetta. Alle pareti dei balconi i filari di peperoni a prendere il sole,a seccare per poi diventare polvere rossa e preziosa che condirà i salumi. Davanti casa del pastore l’odore del formaggio che stà maturando che si mescola con il profumo dei cespi di lavanda che arricchiscono i vicoli e le aiuole. Un importante lavoro di collaborazione tra le associazioni presenti sta favorendo sempre di più la presenza di turisti ed escursionisti che amano conoscere e vivere le bellezze di Sanza. Un lavoro prezioso sugli eventi e le iniziativa portato avanti dalla Pro Loco; straordinario il lavoro posto in essere dal CAI, sezione di Montano Antilia che a Sanza ha trovato appassionati e validi soci che hanno saputo coinvolgere anche l’Università Popolare “Sabino Peluso” per accogliere i visitatori nel centro storico. Turisti che poi possono godere della meraviglia dei paesaggi montani percorrendo i sentieri che conducono in vetta al Cervati con escursioni guidate dal CAI. Insomma un lavoro importante di valorizzazione territoriale che è divenuto un modello propositivo di collaborazione. “E’ la strada giusta questa – ha commentato il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito – in due anni esatti di amministrazione siamo riusciti ad attivare quel percorso immaginato di valorizzazione turistica del Comune di Sanza, fornendo finalmente una prospettiva valida di crescita per le strutture ricettive presenti in paese grazie alla presenza di un numero di turisti che cresce ogni settimana sempre di più. Era questa la visione che avevamo quando ci siamo proposti alla nostra comunità, questa la visione che continuiamo ad avere per dare una svolta epocale al paese. per questo devo ringraziare tutti coloro che insieme a noi si stanno attivando in tal senso. la crescita del paese è crescita per tutti. Occorre saper aspettare e pazientare anche, ma la strada intrapresa è quella giusta” ha concluso il sindaco Esposito.