Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dalla BCC di Buonabitacolo appello al Ministro per il Sud: “ora basta. Chiediamo investimenti e lavoro”.

di Lorenzo Peluso.

Un’economia stagnante, a crescita zero o poco più, questa la fotografia del nostro Paese, soprattutto al Sud. Quel che preoccupa ancor di più è il “Decreto Crescita” che promette di tutto e di più, ma senza una concretezza che non offre quindi certezze. Abbiamo fatto il punto con il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca.

“Credo non bisogna creare false illusioni facendo riferimento, ad esempio, all’annuncio di qualche giorno fa dell’Istat sul  record dei posti di lavoro; ad analizzare nel dettaglio i dati infatti è evidente che  la produttività è ancora in caduta libera. Parliamo forse di occupazione di bassa qualità; quella che non produce stabilità ma viceversa è frutto di stagionalità. Non è del tutto negativo questo dato, sia chiaro, ma di certo non vi è stabilità e concretezza sul futuro” afferma il direttore De Luca. “Non convince nessuno la politica adottata dal governo in tema di sviluppo industriale; non si comprende che occorre e subito anche, far crescere gli investimenti internazionali per dare slancio all’economia. Poi, è ora di finirla con la disparità di trattamento e di impegno manifestato verso un  Nord del paese che fa passi avanti verso la politica economica dell’Europa  e un Sud che invece arranca tra povertà crescente e lavoro nero. Non possiamo certo accettare per il futuro dei nostri figli le illusioni create dal reddito di cittadinanza. Il Sud deve essere l’emergenza del paese, insomma al primo posto dell’agenda di Governo. La condizione giovanile di lavoro insufficiente e precario per il mezzogiorno non può essere coperta dall’assistenzialismo del reddito di cittadinanza. Al Sud c’è bisogno di investimenti e di lavoro, quello vero e stabile. Il governo deve dare risposte a quei giovani che si sono arresi, quelli che non studiano né lavorano. Sono loro che tra qualche anno dovranno pagare tasse e contributi, per alimentare le pensioni di quota 100, ad esempio. Come si fa a non capire questo? Come si fa a non comprendere che se non c’è lavoro al Sud il paese è sempre più spaccato, diviso ed aumenta la discriminazione sociale e culturale anche. Noi dobbiamo dare risposte a quei giovani che fuggono dal Sud e dall’Italia per cercare all’estero nuove e migliori condizioni di lavoro e di vita. E’ questa la ricchezza del paese che stiamo svendendo o regalando ad altri paesi d’Europa. I nostri giovani, le menti” ha aggiunto il direttore De Luca. A conferma delle sue tesi il direttore De Luca chiama in causa i recenti dati dell’Eurostat, diffusi il 28 giugno scorso, in merito ai cosiddetti neet (noi in employment education or training), assegnando all’Italia il record negativo della Ue: il 28,9% dei giovani tra i 20 e i 34 anni non studia né lavora. “Oltre uno su quattro. Un disastro. È il dato peggiore in Europa, quasi il doppio della media europea: il 16,5% della Ue, il 17,2% dell’eurozona. Prima di noi, viene la Grecia, con il 26,8%.  I dati del Sud sono ben peggiori della media nazionale: nel decennio 2007-2017, il Mezzogiorno ha registrato un deflusso netto verso le altre regioni di 480mila persone (equivalenti più o meno alla metà degli abitanti di Palermo). 193mila i laureati (165mila se ne sono andati nelle regioni del Nord, in cerca di migliori condizioni di lavoro e di vita). Il mezzogiorno continua a bruciare le sue risorse migliori, le intelligenze, la cultura e la volontà di cambiamento dei suoi giovani. a pagarne le conseguenze è la nostra economia, quella del paese Italia, che rimane piatta, stagnante. Mi spiace dirlo, ma chi governa, non se ne occupa adeguatamente. Non si cura di tutto questo. Il mio appello al Ministro per il Sud, basta distribuire pensioni e redditi di cittadinanza; non servono i condoni ne i sussidi. Chiediamo solo che si garantisca ai nostri ragazzi le opportunità che hanno i loro coetanei del nord. Chiediamo con forza che si facciano finalmente scelte di politica fiscale, industriale e sociale che investano su una nuova visione di mezzogiorno. Occorre puntare sull’innovazione, la ricerca, la formazione, il lavoro, la valorizzazione del capitale sociale e culturale. Noi come piccola banca del territorio sono anni che in solitudine  supportiamo le piccole imprese del territorio, quelle che tengono in piedi l’economia e lo stato sociale del Paese. Da soli però non possiamo più farcela” conclude il direttore Angelo De Luca.