Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dal Vallo di Diano ad Alberto da Giussano. Certo, ad andar dietro alle leggende …..

di Lorenzo Peluso

La prima ad osare fu l’architetto di Padula Tiziana Bove Ferrigno. Altri tempi quelli, per tutti ed anche per i seguaci di Alberto da Giussano. Era la Lega di Calderoli e Bossi all’epoca che tentando l’invasione a sud, alle europee del 2004, scelsero il giovane e brillante architetto padulese per la circoscrizione meridionale. A sedici anni di distanza la Lega, un’altra Lega, quella del sovranista Matteo Salvini, torna nel Vallo di Diano e sceglie un nuovo alfiere. Altra competizione, quella per le regionali in Campania del prossimo settembre, con la Lega componente della coalizione di centrodestra insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia, a supporto del candidato governatore Stefano Caldoro. Questa volta a sud del Rubicone, molto a sud, nell’area del Vallo di Diano, il nuovo Alberto da Giussano è l’imprenditore Valentino Di Brizzi. Sarà lui il candidato per la circoscrizione Salerno, che comprende il Vallo di Diano, il Golfo di Policastro, il Cilento, Piana del Sele, Salerno città, ed agro. Sgomberiamo il campo da ogni illazione. Valentino Di Brizzi dalla nascita della cosiddetta “seconda repubblica” è stato sempre uomo di centrodestra. Socialista di nascita, dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994, è stato uno dei fedelissimi del cavaliere che, dobbiamo ammetterlo, non lo ha mai ricompensato per quanto meritasse. Le vicissitudini interne a Forza Italia a Salerno e provincia e le lotte intestine tra i forzisti campani, lo hanno costretto a lasciare il partito del cavaliere. Rimane dunque nell’ambito del centrodestra, perché è giusto rimarcarlo, la rivoluzione ideologica imposta alla Lega da Salvini, non solo ne ha favorito il consolidamento a Sud ma ne ha anche smussato, in poco tempo, quelle sfumature antimeridionali che hanno caratterizzato ed agitato le folle nei raduni di Pontida, per molti anni. Tuttavia, se il rettore (ora ex rettore) della più importante università del sud, seconda solo alla Federico II, si candida per la Lega, allora perché non può farlo un imprenditore appassionato di politica, se pur cittadino di un borgo dell’entroterra tra Lucania e antico Cilento? Occorre chiedersi forse cosa sono i partiti ora, cosa siano e che fine abbiano fatto le ideologie, prima di comprendere le motivazioni che spingono una persona per bene, perché questo è Valentino Di Brizzi, ad aderire alla Lega. Ironicamente mi piace definirlo il nuovo “Alberto da Giussano” considerando la diffusa tradizione che vide Giussano, nella giornata della battaglia di Legnano (29 maggio 1176), decisiva per il contrasto tra i Comuni italiani e l’imperatore, col suo disperato valore, salvare il Carroccio e vincere quella battaglia. Questo lo diranno le urne a settembre. Intanto però, una circostanza molto curiosa, mette in relazione il futuro del candidato Valentino Di Brizzi, con il passato dell’allora candidata Tiziana Bove Ferrigno. Infatti, uno dei contendenti al consiglio regionale, è Giovanni Guzzo, attuale compagno della Ferrigno. Lui, socialista da sempre, attuale consigliere provinciale, è candidato nella lista d’appoggio al governatore Vincenzo De Luca, messa in campo dal segretario nazionale del PSI, Enzo Maraio, anch’egli tra i fedelissimi di De Luca. Particolare coincidenza questa che incrocia il destino della Ferrigno, consigliere comunale di opposizione a Padula, che nel mentre dovrà anche affrontare una campagna elettorale per la sua rielezione. Forse. Naturalmente il discorso da farsi sarebbe molto più articolato per quanto riguarda i diversi candidati alle regionali che si aspettano un successo elettorale, innanzitutto nel territorio del Vallo di Diano. Tra questi, l’attuale sindaco di Sassano, Tommaso Pellegrino, candidato ufficiale di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Ed anche qui, c’è una strana coincidenza con il candidato leghista Di Brizzi. Infatti a Sassano, non solo ci sarà la sfida elettorale tra l’uscente sindaco e il Di Brizzi per la regione, ma contestualmente ci sarà anche la sfida per il rinnovo a palazzo di città. Una complicazione, certo, che però potrebbe rivelarsi il piano di dialogo e di accordo tra le diverse componenti. Risaputo infatti che il sale della politica è: l’accordo. Nel Vallo di Diano poi tenderà di raccogliere consenso anche Giovanni Fortunato, già consigliere regionale, attuale sindaco di Santa Marina, nel vicino Golfo di Policastro, molto vicino a Caldoro. Nel mentre, rimane l’incognita più importante: quella relativa all’attuale Assessore al Turismo, Corrado Matera. Matera, originario di Teggiano, uomo di Ciriaco De Mita che ha blindato il suo appoggio a De Luca, negli ultimi cinque anni guidando un assessorato così importante, ha costruito una rete di rapporti istituzionali con i sindaci e gli amministratori locali che va ben oltre le bandiere politiche. Insomma molti gli devono tanto, e si può scommettere che non si baderà a nulla nel chiedere il conto. A questo punto, risulta evidente che il tassello mancante per comporre la rosa dei candidati dal Vallo di Diano alla Regione Campania, è quello del PD. Il discorso qui è molto semplice. Intanto al momento, per motivi prettamente legati alla parità di genere, e per non rompere le uova nel paniere, ad esempio a  Mister “17mila”, tante le preferenze di cinque anni fa di Franco Picarone che aspetta contributo nel Vallo di Diano, si è alla ricerca di una donna da candidare nella lista Pd. Una donna che mastichi la politica, che sia riconosciuta dal territorio e che possa fare coppia, nella doppia preferenza di genere, con gli uscenti. Oltre Picarone di certo altro pezzo da novanta, Mister 16mila, Tommaso Amabile, anche lui pescherà nel Vallo di Diano. Il nome fatto circolare di proposito nei giorni scorsi è quello dell’assessore di Sala Consilina, Gelsomina Lombardi. Qui però si pone anche una questione politica interna con la candidatura socialista di Giovanni Guzzo. L’attuale vicesindaco di Sala, Luigino Giordano, storicamente uomo PSI, le sue 2500 preferenze di cinque anni fa, quando era candidato alla regione, cosa ne farà? La soluzione potrebbe arrivare da un’altra scelta. Fonti interne al Pd infatti indicano in lizza l’attuale vicesindaco di Monte San Giacomo, Angela D’Alto. La questione per il centrosinistra nell’area del Vallo è più complessa però. Altro pezzo da novanta che pretenderà il consenso da molti amministratori locali è l’attuale uscente Luca Cascone, entrato in Consiglio regionale con una civica, da presidente della Commissione Trasporti, ha lavorato alacremente e dunque come è giusto che sia, aspetta premio. Per il Movimento 5 Stelle a catalizzare il consenso degli elettori sarà Michele Cammarano, anch’egli uscente. Infine, per il centrodestra, c’è una opzione importante da considerare. Lui, uomo da sempre di Fratelli d’Italia, giovane ed ottimo amministratore. Potrebbe giocarsi la sua carta anche l’attuale sindaco di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi. Insomma sarà una lotta dura, all’ultimo voto. Nella leggenda di Alberto da Giussano si narra che negli anni successivi alla battaglia di Legnano, andò ad abitare nei pressi della chiesa di S. Sempliciano “da dove sarebbero partite le tre bianche colombe, che i combattenti avrebbero visto, durante la battaglia di Legnano, posarsi sul pennone del Carroccio”. Tre bianche colombe, simbolo di pace, che nel mentre consentirono ad Alberto da Giussano di mettere in salvo il Carroccio. Certo, ad andar dietro alle leggende …..