Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Dal Sud Sudan alla Somalia oltre 20 milioni di persone scappano da guerre e carestie.

di Lorenzo Peluso.

sud sudan

Le migrazioni bibliche che stanno interessando il sud del mondo hanno spesso una sola radice comune: la fame e le carestie. Sono oltre due milioni i profughi bambini che soprattutto in Sudan sono vittima di una carestia che sta facendo una vera e propria strage. Più di un milione ha dovuto lasciare il Sud Sudan per scappare all’estero, magari in Uganda, altrettanti hanno dovuto lasciare le loro case per dislocarsi in altri luoghi del Paese. Tutto per colpa di due mali che affliggono l’area ormai da troppo tempo: la carestia e la guerra civile. A lanciare l’allarme, ancora una volta, è stata l’agenzia Onu per i rifugiati sottolineando che in Africa la crisi più preoccupante è quella del Sud Sudan, dove un’intera generazione rischia di perdersi. Alla fame si aggiunge l’analfabetizzazione, con tre bimbi su quattro che non vanno a scuola, e la morte, con mille bimbi uccisi. Ma forse molti di più. Alla tragedia del Sud Sudan di aggiunge il dramma della Somalia dove la siccità ha ucciso l’80% del bestiame. Fiumi e corsi d’acqua sono asciutti ; sono 4 stagioni consecutive senz’acqua. L’allarme carestia era stato lanciato lo scorso gennaio dalla Somalia e da diverse Ong. Nelle vicinanze del villaggio di Baldheere, nella zona Occidentale di Somaliland, a solo qualche chilometro dal confine con l’Etiopia, profughi interni, hanno attraversato circa 400 chilometri prima di arrivare in Etiopia ma dove la situazione non è migliore. In tutta la Somalia a causa della siccità circa 600 mila persone non hanno più fissa dimora.  Un campo profughi nei sobborghi della  capitale Hargeisa, aperto nel 2013 per assistere i primi profughi della siccità, ospita oggi 1.200 famiglie. Negli ultimi due anni sono arrivate 300 famiglie, 100 nell’ultimo mese. I bambini sono i più vulnerabili, stando all’Onu, un milione di bambini soffrono la fame quest’anno in Somalia. ad  Hargeisa l’ospedale allestito dall’Unicef ha visto moltiplicare per tre il numero dei pazienti da quando è iniziata la siccità; ora è al collasso. Nella sola Somalia si stima che oltre 6 milioni di persone necessitino di assistenza immediata.  Nell’intero corno d’Africa sono circa il doppio, oltre 20 milioni di persone, stando ai dati Onu. Sono questi uomini, queste donne, questi bambini vittime della carestia e delle sanguinarie guerre civili che affrontano la sfida del viaggio verso una nuova vita. Un viaggio che spesso, troppo spesso si ferma nel Mediterraneo.